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Library Mashups 1 – SOPAC 2.0: the trashable, mashable catalog

8 novembre 2009

Per far conoscere Library mashups: exploring new ways to deliver library data, ho pensato di inaugurare una serie di post dedicati ai vari capitoli. Affinché l’impostazione non sia troppo burocratica, non procederò proprio in sequenza. Comincerò la serie con una delle puntate più avvincenti: quella  sul capitolo 12,  SOPAC 2.0: The Trashable, Mashable Catalog, scritto da John Blyberg e dedicato a SOPAC (Social OPAC), l’interfaccia web per i cataloghi di biblioteca creata da Blyberg medesimo, bravissimo programmatore e appassionato di open source e biblioteche.

SOPAC nasce nel 2005 come un progetto open source della Ann Arbor District Library (NdR adesso Blyberg lavora presso la Darien Library), quando a Blyberg viene chiesto di riprogettare l’interfaccia web del catalogo della biblioteca. L’intento del nostro è subito chiaro: disegnare un OPAC che non sia percepito come qualcosa di estrinseco ma che si fonda perfettamente con l’interfaccia web del sito della biblioteca. Dunque SOPAC viene concepito come nativamente integrato nel CMS Drupal, e sviluppato a partire proprio da moduli del Content Management System. La prima interfaccia va online nel 2007 e si presenta molto bene, ricca di funzionalità sociali tipiche della Library 2.0.

Qualcosa però non funziona ancora bene e non permette quell’integrazione seamless tra OPAC e sito web che Blyberg si era proposto. L’interfaccia è da un lato troppo dipendente dalla configurazione del sistema di automazione della AADL e dunque non facilmente esportabile, e dall’altro l’architettura nel suo insieme è troppo poco ricettiva verso i contenuti generati dagli utenti (UGC), che infatti non sono inclusi nell’indice dell’OPAC che viene interrogato all’atto di ricerca di un libro da parte degli utenti.

Così prende il via il progetto SOPAC 2.0, che nasce da un’architettura molto più robusta e concepita in modo da rendere l’interfaccia perfettamente adottabile e adattabile da chiunque. La prima rivoluzione Blyberg la compie “esternalizzando” tutti gli elementi non strettamente inerenti l’interfaccia, in due librerie che accompagnano il prodotto: Locum e Insurge. La prima è un livello di astrazione che viene posto tra l’interfaccia e ciò che sta sotto di essa, ovvero l’ILS (sistema di automazione) specifico usato dalla biblioteca, e che quindi rende veramente l’OPAC agnostico rispetto al sistema sottostante adoperato, mentre la seconda gestisce il nuovo repository di informazioni sociali: ciò che prima era riservato ai soli utenti di una biblioteca (tag, commenti, recensioni, voti), adesso viene esteso a tutte le biblioteche che adottino SOPAC e soprattutto viene utilizzato in fase di ricerca dagli utenti dell’OPAC!

Nel capitolo sono presentati alcuni esempi di come sia facile istanziare le classi delle due librerie: in effetti uno dei driver di SOPAC2 è  proprio la semplicità d’uso anche per il medio IT staff di biblioteca. Il capitolo si conclude con ulteriori esempi di come, essendo SOPAC costruito sul CMS Drupal, sia modulabile e di come i suoi contenuti possano essere integrati davvero in maniera seamless nell’interfaccia web attraverso la composizione e la giustapposizione dei vari blocchi (contenuti del blog/sito della biblioteca con, per esempio, l’elenco dei 50 libri più prestati; contenuti del sito con altri contenuti del sito; contenuti dell’OPAC con altri contenuti dell’OPAC), il tutto con massimi livelli di personalizzazione, flessibilità e… mashabilità (il layout come anche il livello delle informazioni che vengono presentate, possono essere modificati con semplicità, grazie all’architettura di classi e librerie associate a SOPAC). Ugualmente, l’architettura adottata, fa sì che i blocchi di SOPAC possano essere non solo “amalgamati” con contenuti provenienti dall’esterno, ma possano essi stessi venire esportati e pubblicati, per esempio, in un blog o in una pagina web (classico l’esempio del box di ricerca).

Blyberg conclude augurandosi che il numero delle biblioteche che adottano SOPAC 2.0 cresca sempre di più, poiché il reale utilizzo da parte di un numero sempre più ampio di utenti finali è l’unica garanzia perché il progetto continui ad essere sviluppato e il repository di contenuti sociali aggregati ai record bibliografici si arricchisca e divenga sempre più funzionale e utile. Le ultime righe sono quindi un invito alla comunità dei bibliotecari e degli sviluppatori perché aiutino SOPAC a cresce e prosperare, e noi speriamo vivamente che studenti e colleghi interessati all’argomento raccolgano l’invito!

Potete leggere tutti i contenuti relativi al libro attraverso il tag library mashups.