5 Risposte to “Catalogazione sociale: il modello Wikipedia applicato ai dati bibliografici”

  1. bonaria Says:

    Un interessante punto di vista sulla questione: http://bibwild.wordpress.com/2009/01/07/bibliosnet-and-the-future-of-cataloging/

  2. Marina Says:

    Mi interessa special-mente qualsiasi sistema aperto per catalogazione cooperativa, dobbiamo mantenere tre o quattro cataloghi collettivi y stiamo studiando la forma di farli più operativi, con una organizzazione più aperta e facile.
    vediamo si Biblos può darci alcuna speranza, tutte gli instrumenti aperti sono ancora un po alla nascita…

  3. bonaria Says:

    Ciao Marina! Scusa il ritardo, sto lavorando moltissimo in questo periodo e non riesco a tenere il blog aggiornato…

    Certo, sarebbe *veramente* interessante se un sistema come Biblos fosse adottato da una realtà grande come la vostra. Potrebbe essere anche un buon banco di prova per la stessa piattaforma… Anche a me interessano molto queste situazioni: vedo che c’è una certa tendenza a rendere finalmente i software per biblioteca più modulari: questo è il momento degli OPAC. Quasi ogni giorno nasce una nuova interfaccia applicabile (finalmente!) su un qualsiasi ILS, senza obbligo di prendere tutto il pacchetto.

    Mi sembra quindi naturale che il passaggio successivo – e certamente più complicato – sarà quello dei moduli relativi alla catalogazione e alla circolazione. Però *deve* essere una passaggio obbligato, perché solo così si stimola una vera concorrenza e si ottengono programmi migliori e più scalabili e in definitiva più aderenti alle singole esigenze… Facci sapere se farete qualche esperimento! Un abbraccio.

  4. Enrico F Says:

    Approvo in pieno! Sarei ansioso di vedere adotatti in Italia dei sistemi ILS open-source! Tempo fa ho provato Koha su un’installazione locale, e ho avuto un breve flirt con Evergreen…

    Non so in che struttura lavori Marina che commenta poco più su; la mia idea è che l’ambiente ideale per la sperimentazione di questi strumenti siano realtà alla nascita, piccole biblioteche o sistemi – mentre istituzioni grandi complesse e “anziane” ;-) forse troverebbero più difficoltà a recuperare risorse e tempo per adottare sistemi non commerciali, che dichiarano di garantire assistenza, stabilità, ecc. ecc. Ma spero di essere smentito.

    Certo, iniziare dall’opac lasciando a un secondo tempo i moduli gestionali non dovrebbe essere un’impresa troppo ardua. Io sono convinto che il futuro non possa che passare di lì. Seguirò le vicende curiosissimo!

  5. Library Mashups 2 – Mashing Up Open Data with biblios.net Web Sevices « The Geek Librarian Says:

    […] 2 – Mashing Up Open Data with biblios.net Web Sevices By bonaria Di questo servizio abbiamo già parlato ma mi fa piacere riprenderlo attraverso il capitolo 11 di Library Mashups (come sapete, […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: