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Un corso AIB per imparare a fare Library 2.0

28 novembre 2008

Come forse alcuni lettori sanno, a breve terrò un corso sulla library 2.0 per AIB Lombardia. Dal momento che sulla pagina online del del corso non è possibile dettagliare il programma più di tanto, e dal momento che alcuni di voi mi chiedono notizie più specifiche, proverò a dare qualche informazione aggiuntiva – che spero utile e che mi rendo disponibile a sviluppare ulteriormente se ve ne fosse la necessità :-)

Il corso – che è indirizzato a bibliotecari di ogni ordine e grado, cioè universitari, pubblici, scolastici etc. – inizia con una panoramica sul mondo dell’informazione, sui trend principali della produzione e della fruizione dell’informazione/conoscenza online e sui principi del Web 2.0; si passa poi a individuare i capisaldi della library 2.0 così come si è venuta configurando negli ultimi tre anni e infine ci si immerge in una lunga carrellata che porta ad esplorare tutti i tool più significativi dell’evoluzione tecnologica in corso e che mira a mostrare in concreto quali benefici possa portare l’adozione di strumenti innovativi.

Vengono affrontate tematiche come gli UCG (User Generated Content) e la loro utilità/efficacia/criticità, il ruolo dei servizi di produzione dei contenuti multimediali e delle piattaforme di condivisione e socializzazione – e il tutto inquadrato nell’ambito delle sperimentazioni che le biblioteche in Italia e nel mondo hanno attuato. Per inciso, sia per quanto riguarda la parte più teorica che quella esemplificativa, non mancheranno spunti critici che chi segue il corso potrà poi sviluppare in autonomia.

Come tipologia di strumenti 2.0 si cerca di dare una “vista” quanto più completa possibile: per esempio sui feed RSS si spiega brevemente cosa sono e sono mostrate alcune possibilità di utilizzo per le biblioteche e/o per i bibliotecari tra quelle più fantasiose, interessanti, sostenibili etc. Si ripete ciò per tutti i tool (blog, wiki, social network, instant massaging, foto/videosharing, realtà virtuali, OPAC next-gen etc.). Infine si conclude la parte teorica con una breve analisi delle motivazioni che dovrebbero portare all’adozione degli strumenti 2.0 in biblioteca e ad una riflessione sugli obiettivi, i target, le modalità di valutazione, i costi-benefici e così via. Questa parte dura circa 4 ore.

Nel pomeriggio del primo giorno si avvia poi la parte pratica, che consiste nella presentazione di uno strumento o di una piattaforma, e nell’esercitazione conseguente da parte dei partecipanti. Al termine di ogni esercitazione c’è anche un breve momento di confronto pubblico su quello che si è appena realizzato. Questo avviene per tutti i tool su cui si decide di lavorare. Nel caso del prossimo corso AIB saranno: blog, feed, wiki, motori di ricerca personalizzati, social tagging. Naturalmente scopo del corso è fornire contenuti supplementari rispetto a quelli che un bibliotecario medio può/vuole attingere autonomamente – e così per quanto riguarda l’expertise. Dunque per ogni strumento, vengono da un lato fornite indicazioni su come usare lo strumento a livello basico, e dall’altro illustrate particolari modalità di utilizzo e feature meno conosciute, e suggeriti i programmi “di complemento” che consentono di sfruttare meglio le varie funzionalità. Naturalmente il profilo di questi “giochi” dipende dal livello medio dei partecipanti. Se nessuno per esempio ha mai aperto un blog, allora si comincia dai fondamentali; se la maggior parte lo ha già fatto, si va oltre, cercando di fare qualcosa di più particolare. In ogni caso, se c’è un pubblico eterogeneo, ognuno può lavorare in base al proprio livello di competenze e imparare a fare.

Il corso si conclude infine nel pomeriggio del secondo giorno, con una carrellata di esempi di social software non trattati in precedenza ma che possono essere adoperati in una biblioteca 2.0. A seconda del tempo che resta alla fine delle due giornate, dei social software vengono mostrate applicazioni già realizzate oppure vengono elencati insieme alle loro possibilità di utilizzo. Ai partecipanti vengono dati riferimenti, guide e sitografia su un wiki creato appositamente per il corso che potranno arricchire nel tempo come knowledge base collaborativo.

Dai feedback che ho avuto in passato, mi sentirei di dire che si tratta di un corso alla fine del quale si è imparato qualcosa e si sa fare qualcosa: si hanno le competenze per utilizzare le tecnologie e anche una consapevolezza più generale in merito a come farne un uso appropriato ed efficace. Molto di ciò che i partecipanti potranno o vorranno fare dopo dipende in larga misura anche dalla realtà in cui si troveranno ad operare, ma un buon bagaglio tecnico, tanta voglia di fare e un una media dose di creatività possono fare miracoli ;-)