Do it ourselves: Social Technologies for Information Retrieval

Il workshop Do it ourselves: Social Technologies for Information Retrieval si è svolto il mattino del secondo giorno dell’ottimo convegno ELISAD 2008: si è trattato di un incontro molto partecipato, con bibliotecari e documentalisti provenienti da diverse nazioni europee. Abbiamo cominciato con una presentazione dell’attuale panorama informativo e delle sue tendenze focalizzato sul surplus di contenuti che spesso investe l’utente medio (lo stesso che statisticamente lo ha prodotto!).

Il peso dell’information overload – che i documentalisti e i bibliotecari ben conoscono e che tanto spesso sono chiamati ad attenuare – acquista così una nuova intensità e la sovrabbondanza di contenuti online ci spinge a costruire nuovi strumenti sempre più raffinati di organizzazione e selezione dei contenuti digitali, utili sia per usi interni – auto-formazione – sia soprattutto per aiutare i nostri utenti a svolgere una navigazione consapevole, adeguata ed efficace.

Tra i tool che negli ultimi tempi i grandi o piccoli provider hanno proposto sulla scena 2.0, ho scelto di mostrare l’utilizzo di Google CSE (Customised Search Engine), una piattaforma per realizzare motori di ricerca personalizzati proposta da Google gratuitamente a tutti coloro che vogliano aprire un account presso la società di Mountain View. Google CSE è in tutto e per tutto un vero motore di ricerca, che usufruisce della raffinatezza e dell’efficacia che l’indice di Google può vantare e della semplicità che ha fatto di Google un marchio affidabile e il motore più utilizzato e amato al mondo.

CSE propone ai suoi utilizzatori un pannello di controllo nel quale è possibile stabilire i siti che andranno utilizzati nell’indice, le parole chiave per delimitare il focus delle ricerche, i perfezionamenti (refinement, nel linguaggio di Google) per restringere ulteriormente i risultati a determinati topic o tipologie di documenti, diversi strumenti per calibrare il ranking generale del risultati (per sviluppi più raffinati in CSE si può operare anche direttamente sull’XML che determina la configurazione del motore), la possibilità di personalizzare l’interfaccia e infine il codice, per coloro i quali desiderano embeddare direttamente il motore nel proprio sito o blog.

I partecipanti al workshop hanno avuto la possibilità di sperimentare l’uso di CSE: suddivisi in quattro gruppi – per ognuno dei quali era disponibile un computer collegato a Internet – hanno adoperato la griglia proposta durante la presentazione per provare a sviluppare un motore personalizzato ritagliato sulle particolari esigenze dei centri di documentazione e delle biblioteche sulle dipendenze. Durante la mezz’ora dedicata all’esercitazione diverse sono state le domande e le sperimentazioni pratiche – credo a testimonianza del fatto che Google CSE sia stato percepito come uno strumento di immediata utilità per coloro i quali si trovano ogni giorno a sperimentare le difficoltà della costruzione di filtri per circoscrivere le informazioni di qualità.

Tag: , ,

4 Risposte to “Do it ourselves: Social Technologies for Information Retrieval”

  1. annewelsh Says:

    OK, so this is what Google translate is giving me in English:

    http://translate.google.com/translate?u=http%3A%2F%2Fbonariabiancu.wordpress.com%2F2008%2F10%2F13%2Fdo-it-ourselves-social-technologies-for-information-retrieval%2F&hl=en&ie=UTF-8&sl=it&tl=en

    Hope it’s right cause I’m gonna quite you … let me know any changes you need to see so it’s right …

    Anne

  2. annewelsh Says:

    “quote you”, even … can’t type … need sleep …

  3. Do It Ourselves! « First Person Narrative Says:

    […] Ourselves: Social Technologies for Information Retrieval, so I’m really pleased to see that she has posted a brief synopsis on her blog, The Geek Librarian (Google English translation here, with all the usual caveats about machine […]

  4. bonaria Says:

    Thank you, Anne! You are a real geek grrrl :-)

    *****************

    E per i lettori italiani: non perdete le slide che Anne ha presentato al Meeting ELISAD di quest’anno e soprattutto quelle dell’anno scorso, dove tanti sono i punti in comune con le tematiche del mio workshop.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: