Una recensione d’autrice per il secondo anno di TGL

352 post; 600 commenti; 32 categorie; 159 tag; 48,884 visitatori (non ho al momento un dato certo sui lettori che mi seguono attraverso i feed). Qualche numero per festeggiare il secondo compleanno di The Geek Librarian. La cosa che più mi dà soddisfazione sono i commenti: quasi doppi rispetto ai post. Questa credo sia la gioia più grande per un blogger. Certo, stare al passo con le considerazioni, le domande, le critiche e le proposte dei lettori non è sempre facile.

Soprattutto non è facile con i gentili commentatori di questo blog, che spesso sono più bravi ed esperti della sottoscritta (rileggete i commenti al post Il semantic web e la promessa dei microformati, e capirete che grande fortuna è avere un pubblico di lettori così qualificato). Infatti vorrei dedicare questo compleanno a tutte le persone che si prendono la briga di leggere e commentare i post di TGL: a loro va il mio sonoro e riconoscente G R A Z I E! :-)

In genere, in occasione degli anniversari, oltre a tirare un bilancio delle cose fatte, si fanno buoni propositi. Allora, vediamo di andare con ordine: in primis mi piacerebbe rifare la grafica del banner e dare una sistematina ai CSS. Si tratta in realtà di due cose cui ogni tanto lavoricchio (la sera, dopo la mia (super)dose quotidiana di cereali, in preda allo sconforto da ascolto di trasmissioni politiche) e spero di riuscire a concretizzare quanto prima. Poi ci sarebbe il podcast, progetto che ho cercato di coltivare ma che al momento rimane al di là delle mie possibilità. E qui mi sa che l’unica soluzione è trovare uno sponsor che mi permetta di sprigionare tutta la mia creatività (e imprenditorialità) realizzando interviste e resocontando eventi ;-)

Scrivere post in inglese permetterebbe ai miei amici che si aggrappano a Google Translate di fare un po’ meno fatica. E anche questa sarebbe cosa buona e giusta (anche se temo potrebbe alienarmi la lettura di più di un fan italico ;-) ). Diciamo che realizzare anche solo il primo di questi tre propositi, rappresenterebbe un gran bel risultato, considerando che negli ultimi tempi sono stata abbastanza sopraffatta dal lavoro in Biblioteca e dal lavoro extra.

Permettetemi però di festeggiare con una sonora auto-pacca sulle spalle, riproducendo la recensione che la cara mitica Serena Sangiorgi (bibliotecaria parmense, vice-presidente AIDA, presidente CNBA e grande amica di questo blog sin dai suoi esordi) mi ha dedicato sul numero di dicembre di Biblioteche Oggi, la rivista di riferimento dei bibliotecari italiani. Prima di lasciarvi alla lettura due considerazioni. Anzi, una considerazione e due ringraziamenti.

La lettura dell’articolo, oltre a riempirmi di gioia, mi ha fatto riflettere su alcune caratteristiche dei blog: in primis il loro rapporto con le mailing list. E’ un tema che Serena richiama e che trovo sempre più spesso espresso qua e là nella biblio-blogosfera (l’ultima volta su Amibiblioblog). Nell’ambiente dei bibliotecari italiani, quando si parla di mailing list, è d’obbligo riferirsi ad Aib-Cur, la principale lista di categoria.

Ecco, mi viene da pensare: in che rapporto stanno i blog bibliotecari (per semplicità restringo solo a questi) con le mailing list? Perché molta gente si stufa di leggere le maling list e preferisce seguire i più personalizzati ma anche più frammentari blog? E’ un senso di minore protagonismo che rende un lettore più propenso a lasciare un commento su un blog, piuttosto che in lista? O è la paura di essere ridicolizzato/avversato/aggredito – o anche solo di essere contraddetto – davanti a 5.000 iscritti? Cosa sono diventate le mailing list? Sono ancora necessarie? Raggiungono un segmento dei bibliotecari cui i blog non potranno mai arrivare? Aiutatemi, se volete, a chiarirmi le idee…

Ringraziamenti: beh, ça va sans dire, il mio grazie va a Serena, che mi ha fatto questa sorpresa in silenzio e dedizione, e che mi ha lasciato di stucco! E poi, un grazie ad Andrea Marchitelli, che è stato così gentile da acconsentire a congedare i lettori della sua rubrica proprio con una recensione sul mio blog!, e a Massimo Belotti, direttore di Biblioteche Oggi, che mi ha concesso il permesso di pubblicare integralmente il testo dell’articolo su questo blog. Ed ecco a voi… Brani da The Geek Librarian, by Serena Sangiorgi [seguendo il link potete leggere l’articolo integrale in formato pdf]
(grassetti miei)

The Geek Librarian compare sulla scena il 23 febbraio 2006, con un saluto e una bandiera: la segnalazione di un seminario italiano sulla Information Architecture i cui materiali, si sottolinea, saranno messi a disposizione in tempo reale. La caratteristica del blog creato da Bonaria Biancu infatti è l’attenzione all’aspetto tecnologico del lavoro del bibliotecario di oggi, e come tale si è guadagnato un posto di spicco nel panorama italiano. […]

The Geek Librarian riempie la nicchia dell’informazione tecnologica nel mondo dei bibliotecari italiani, senza però dimenticarne il contesto: ci troviamo infatti notizie dei più importanti o comunque notevoli eventi del settore in Italia e all’estero, discussioni di spunti teorici che provengono da altri angoli della rete, di articoli comparsi in riviste di settori collaterali, di temi che affiorano in altri blog affini. […]

Poiché il medium è messaggio, e la forma significa qualcosa anche della sostanza, non sorprende che la piattaforma scelta da Bonaria Biancu per costruire il blog sia WordPress, che si presenta più tecnologica che non ad esempio la popolare Splinder: in effetti WordPress è considerata la più stabile e sicura delle piattaforme gratuite in circolazione nella rete, ed è continuamente aggiornata e migliorata, altrettanto gratuitamente, aspetti che fanno entrambi notevole differenza rispetto ad altre […]

The Geek Librarian […] nonostante sia così chiaramente un blog tecnico, è frequentatissimo e molto conosciuto: e soprattutto, è un blog partecipato. La maggior parte dei post hanno commenti, anche parecchi, e davvero molti sono serviti a suscitare dibattiti e vere e proprie polemiche sui temi trattati: scrivono su The Geek Librarian persone della comunità bibliotecaria italiana che non si trovano da altre parti. Il confronto viene a questo punto spontaneo con quella che ne è stata per anni la fonte primaria di novità e dibattito: la lista di posta elettronica AIB-CUR, storica palestra di fronde, di sperimentalismi e anche di liti della comunità LIS italiana. Che i tempi siano cambiati nel web è sotto gli occhi di tutti e non si può negare, ma questo aspetto del cambiamento è particolarmente sensibile in chi ha seguito sin dall’inizio la diffusione dell’informazione in rete, veicolata allora esclusivamente dalla posta elettronica, attraverso il tam-tam dell’address book, e quindi dalle liste email, che davvero molto a lungo sono state la forma principale dell’aggiornamento. Oggi la stessa funzione si è trasferita nei blog, in comunità più piccole (AIB-CUR ha diverse migliaia di iscritti) e più “ritagliate” sugli interessi personali affini a pochi, ma certamente comunità più amalgamate tra loro. Anche il termine “iscritto” ad una lista “fa scuola” vecchio tipo… invece “seguo un blog” è più rilassato, tranquillo, fa intuire che si può avere ritmi blandi: non è qualcosa che ti ritrovi volente o nolente nella mailbox, ma è qualcosa che decidi tu di voler leggere.

Personalmente, ha funzionato proprio la curiosità innescata da un incontro con l’autrice alle Stelline, pochi giorni dopo la nascita di The Geek Librarian: sono andata a cercare questa novità, influenzata, lo ammetto, dai commenti negativi sulla blogosfera, e ho proprio dovuto ricredermi su questa forma di comunicazione. Ma, soprattutto, ho trovato una bella finestra sul mondo LIS a cui affacciarmi appena ho un attimo di tempo…

Serena Sangiorgi — (Courtesy of Biblioteche Oggi, Vol. XXV, n. 10, Dicembre 2007)”

20 Risposte to “Una recensione d’autrice per il secondo anno di TGL”

  1. kagilla Says:

    AUGURI, allora! Da esterna alla blogosfera bibliotecaria, anche se spesso curiosa/incuriosita dai temi trattati.

  2. Federico Bo Says:

    Auguri!

  3. Federico Bo Says:

    Per le interviste e resoconto eventi perché non ti metti in contatto con Nicola Mattina ( http://blog.nicolamattina.it/ ), Intruders.tv ( http://it.intruders.tv/ ) e Luca Conti, anche attraverso Facebook?

  4. Fabio Metitieri Says:

    Piu’ che il protagonismo, direi che cio’ che conta in un ambiente di produzione di contenuti e/o di discussione on line e’ determinarne la posizione su un’ascissa dove a un’estremita’ si puo’ scrivere comunita’ e all’estremita’ opposta individualismo. Le liste di discussione, come i newsgroup, come alcuni canali collettivi di chat, sono verso il lato comunita’, mentre i blog, come del resto i messenger o l evecchie pagine Web personali, si sbilanciano verso l’individualismo.

    Ciao, Fabio.

  5. virginia gentilini Says:

    Le vecchie mailing list servivano a convogliare l’attenzione di una comunità in un punto unico. I blog la distribuiscono in punti diversi, che ciascuno può scegliere di selezionare a seconda dei propri interessi. Forse, se fossimo una comunità omogenea a livello di consapevolezza e capacità di usare gli strumenti attuali, le mailing list sarebbero davvero superate. Ciascuno saprebbe trovare e selezionare le cose per lui utili. Ma mi pare che le cose non stiano così, perciò probabilmente c’è ancora bisogno di qualcosa che funzioni come “deposito unico”, o almeno “deposito di base” dell’informazione spicciola.

  6. virginia gentilini Says:

    Aggiungo (ma ne abbiamo già parlato con Bonaria) che la difficoltà ad intervenire in prima persona mi pare piuttosto diffusa, a prescindere dal tipo di strumento che si sta utilizzando. Non riesco a non pensare che questo denoti una certa insicurezza professionale…

  7. bonaria Says:

    @todos: grazie dell’affetto e dell’attenzione!

    @Kagylla: mi sei mancata! Non andartene più!

    @ Federico: sei come sempre attento e troppo buono nel valutare le mie (reali) capacità ;-) Però magari un pensierino ce lo faccio…

    @Fabio: sono contenta che sia intervenuto su questo tema. Io penso che anche i blog dovrebbero essere un fatto conversazionale e in effetti non credo sia corretto, come fa la vulgata (sostenuta da esempi pratici, certo), intenderli solo come esibizioni solipsistiche. Per dire, alcuni blog di biblioteche, più che blog veri e propri, potrebbero essere considerati siti web che si sono serviti per comodità tecnica e tecnologica del format blog.

    Non c’è nulla di male nel fare ciò, naturalmente, però credo che un blog abbia la sua vocazione principale e il suo obiettivo ultimo nel tessere comunicazioni polidirezionali, e non solo nel propagare urbi et orbi la voce del blogger ;-)

    E’ anche vero, però, che spesso nei blog bibliotecari si ripropongono gli stessi meccanismi che vediamo agire nelle mailing list: molti li leggono, pochi o nessuno li commenta. Di nuovo: paura di parlare? Di dire stupidate? Di farsi riconoscere come portatori sani di idee, magari contro-corrente?

    @Virginia(1): condivido quello che dici sulle liste e anzi lo amplio sine die, nel senso che secondo me ci sarà sempre bisogno di uno strumento come le mailing list, che spesso fanno risparmiare tempo ed energie.

    @Virginia(2): mmmmhhhh… Sì, diciamo che anche qui sono d’accordo: l’insicurezza professionale probabilmente esiste, ma c’è anche una forte componente di spavento, perché sappiamo bene quali picchi di poesia raggiungano certe discussioni in Aib-Cur ;-)

    Dopo di che è anche vero che si va perdendo l’abitudine al contraddittorio, e questa è una cosa che noto molto, anche sul lavoro. C’è chi è stato abituato a coltivare il polemos nelle stanze fumose della FGCI, dalla tenera età di 15 anni (la sottoscritta, per esempio ;-) ) e quindi non si spaventa più di tanto e anzi ama discutere, anche animatamente (ma con una imprescindibile dose di gentilezza, se possibile) e c’è chi è incapace di intavolare una discussione e portare avanti un’idea. E non perché non ce l’abbia, l’idea, ma perché gli sembra sfrontato e inutile e velleitario e nonsocosa dirla e dibatterla e difenderla e magari anche cambiarla, pubblicamente, quell’idea…

    Che la civiltà della polis sia in fase di inarrestabile declino?

  8. Fabio Metitieri Says:

    Bonaria scripsit:
    E’ anche vero, però, che spesso nei blog bibliotecari si ripropongono gli stessi meccanismi che vediamo agire nelle mailing list: molti li leggono, pochi o nessuno li commenta.

    Ecco, tutto sommato tra liste di discussione e blog non c’e’ una grande differenza – e mi spiace, ma sono in totale disaccordo con le teorizzazioni di Gentilini.

    Forse, a parte comunita’/individualismo, l’unica reale cosa diversa e’una sola: i blog sono di moda, iperusati e iperabusati, mentre le mailing list no, e non vengono usate neppure quando sarebbero molto utili.

    Poi, Bonaria, per favore, non confondiamo il mezzo con il messaggio che puo’ essere o non puo’ essere veicolato sul mezzo. Un blog personale e’ una cosa. Un blog di un’istituzione o comunque collettivo e’ una cosa completamente diversa. Il SW e’ lo stesso, ma le funzioni sono totalmente diverse. Sarebbe come mettere in un unico claderone una email privata, spedita a un amico, e uno spam mandato a 100 mila utenti scelti piu’ o meno a caso. Stesso errore di valutazione, stessa incapacita’ di distinguere.

    Quando io critico i blogh, per esempio, critico i blogh personali. Anzi, critico i blogh personali di chi con i blogh sostiene che sta rivoluzionando l’informazione tutta, o anche solo quella on line, e lo fa mentre io smadonno quando in una ricerca con Google ho in elenco un centinaio di post del tutto inutili.

    Non direi mai le stesse cose su un blog di una biblioteca. Su un blog di una biblioteca probabilmente direi che dovrebbero chiedersi se non sarebbe meglio usare una mailing list o un Wiki. Il che puo’ essere, ma potrebbe anche essere che in quella situazione la cosa migliore sia effettivamente un blog.

    Questa mania di semplificare, di comparare le noccioline con i cavolfiori pur di dimostrare che “blog e’ bello, sempre e comunque”, sinceramente, mi sta dando un po’ fastidio.

    Dal mio punto di vista, dopo avere quasi compiuto 16 anni di navigazione: lunga vita ad Aib-Cur. E forse anche tu faresti meglio a scrivere meno qui e ad “abbassarti” per regalare in Aib-Cur dei contributi che di certo sono meno “firmati” ma hanno molti piu’ lettori.

    Quanto a Sangiorgi…. dimenticavo… non vi preoccupate: quando saremo al potere, cercheremo di mettervi nello stesso Gulag.

    Ciao, Fabio.

  9. bonaria Says:

    Fabio scripsit:
    “Non direi mai le stesse cose su un blog di una biblioteca. Su un blog di una biblioteca probabilmente direi che dovrebbero chiedersi se non sarebbe meglio usare una mailing list o un Wiki. Il che puo’ essere, ma potrebbe anche essere che in quella situazione la cosa migliore sia effettivamente un blog.”

    E’ esattamente quello che ho detto io. Tanto non confondo contenuto e forma che ho scritto espressamente che sempre più spesso i bibliotecari adottano il format blog pur pubblicando di fatto normali siti. Essendo a disposizione CMS gratuiti e tutto sommato facili da utilizzare (tra cui i wiki, per l’appunto), mi chiedo, con tutto il rispetto e la curiosità possibili, cosa determini la propensione ad utilizzare un blog piuttosto che questi ultimi.

    Se anche fosse la semplicità d’uso piuttosto che la familiarità con il tipo di pubblicazione dei contenuti o anche l’adesione a un modello editoriale di moda non ci troverei nulla di strano. Tutti abbiamo aperto un blog perché (al di là delle motivazioni tecniche/tecnologiche) era lo strumento più usato e di tendenza, per così dire.

    In Aib-Cur ci scriverei molto più spesso a) se avessi tempo e b) se girasse meno aggressività gratuita. La stessa aggressività che compulsivamente riproponi tu anche quando c’entra davvero come i cavoli a merenda.

    Ho scritto che amo il polemos, ma solo se praticato con gentilezza: questo è il motivo per cui la prossima volta che scriverai qualcosa di violento – diretto non solo contro di me ma contro un lettore del blog – come hai fatto nel tuo ultimo commento (mi riferisco al gulag, in particolare), non ti pubblicherò.

    Ho sempre sostenuto che Aib-Cur dovesse essere moderata perché non accetto gli insulti e i flame: sulla lista non ho potere di intervento ma qui decido io e per fortuna posso moderare il blog a mio piacimento (in realtà non l’ho mai fatto, ma non si sa mai cosa ti capita nella vita…).

    Davvero non c’è motivo di tirarsi noiosamente i capelli come se si fosse in una qualsiasi puntata di Uomini&Donne. Sono molto contenta che tu legga e commenti i miei post e, da un certo punto di vista, ne sono perfino onorata. Ti chiedo solo di esprimere il tuo parere senza insultare nessuno. So che è chiederti tanto: valuta tu se ne vale la pena.

  10. Marina Says:

    Riprendendo il polemos de mailing list verso blog, é vero che oggigiorno i blog sono un fenomeno di moda, e veramente molte delle informazioni cui inserite potrebbero essere messe in mailing list o in website, ma la facilità non mi pare un motivo vano ma molto importante. Anche il wiki sono molto facile di usare, ma credo che nel wiki la gente sente la necessità di una pianificazione previa, un corpus de conoscenza da inserire…
    Veramente nella maggior parte dei blog esiste un monologo invece di dialogo, ma pure c’è la possibilità che qualcuno cominci a parlare ed a opinare, come se fosse un generatore di democrazia. O per lo meno una vitoria contra il silenzio, parlando poeticamente e passando al di sopra de l’insicurezza professionale.
    I mailing list non mi pare un strumento specialmente comunitario, ho trovato in queste list molto individualismo, anche direi molto egoismo ed egocentrismo.
    Bonaria, auguri tanti per i tuoi due anni di buon blog, sempre troviamo qui qualche cosa interessante.

  11. Livia Castelli Says:

    Ho trovato interessanti il post, la recensione e, caso che raramente capita nei blog, anche i commenti (è la mia prima visita).
    Provo a scrivere qualche osservazione – chiedo scusa se non sono originalissime.
    Mi chiedo se la scelta di metter su un blog in biblioteca, al posto di o in aggiunta a un sito, non sia dovuta, da noi, spesso alla inventiva di qualche neoassunto – o precario – che sfrutta così la possibilità di bypassare colli di bottiglia burocratici e informatici. Si fornisce in tempi ragionevoli e, perché no, con qualche ricaduta di visibilità personale, uno strumento diverso, facile da aggiornare e anche alla moda a biblioteche di varia natura. Magari biblioteche dove si trova pure un dirigente che amerebbe svegliarsi, ma è impastoiato dai cronici problemi: fondi, personale, burocrazie: vallo a toccare un sito… a chiedere “pagine dinamiche”: cos’è, volete anche il porno gratis adesso? A conti fatti, però, questi sono davvero più siti che di blog. Offrono il vantaggio di essere una forma di comunicazione familiare a chi già usa internet (specie i più giovani). Enfatizzano le novità di qualsiasi genere e quando novità non sono più restano comunque recuperabili sotto le relative categorie (se ben fatte). Permettono al bibliotecario una gestione più diretta di ciò che mette in rete.
    Sarebbe poi bello vedere i blog come un salotto paritario di conversazione – o una fumosa sezione di polemiche, fa lo stesso. A far da ostacolo oltre alle timidezze direi che resta sempre la funzione del padrone di casa: è vero che per gli invitati è di rigore solo una connessione, ma l’argomento lo detta comunque lui. Se vuole, può riprendere un tema lanciato da un commento e farne un post immediatamente visibile e accessibile, se non vuole molte osservazioni e spunti o anche semplicemente ulteriori puntate della discussione restano confinati nei commenti, senza che tutto possa essere indicizzato, nemmeno dai tag che molti blogger mettono ai loro post.
    Nelle liste mi sembra che sia più facile far piegare la discussione su argomenti affini o introdurne altri in maniera più accessibile per tutti (beninteso purché aprano le mail ricevute).
    I messaggi delle liste arrivano poi nella propria casella e il tempo di dare una scorsa ai subject c’è; i blog richiedono più impegno attivo per essere consultati, specie i commenti, che spesso sono anonimi o semianonimi e quindi non permettono di cercare facilmente cosa ha detto x e dove… ed è più facile perdersi qualcosa.
    A dispetto dello svuotamento di AIB-Cur in questi ultimi tempi, dovuto a ragioni varie, devo dire che a mio giudizio molti commenti letti lì mi sembrano in media più strutturati e pertinenti di quelli che si trovano sui blog. E senza tutti quei convenevoli (saluti, bravo, grande o i loro contrari) che spopolano sui blog e hanno, lì, una loro ragion d’essere. Insomma come strumento di lavoro trovo che una lista di discussione sia, finora, strutturata meglio.
    Ricerche, richieste di informazioni su particolari avvenimenti ecc. richiederebbero una struttura di blog decisamente più collettiva – a meno di non vedere il blogger come un moderatore .. di lista!
    Inoltre nelle mailing list è facile e immediato poter avere contatti diretti con un partecipante che abbia scritto e spesso anche sapere chi è. Nel blog mi sembra più complicato, tranne per chi abbia già un suo blog, anche perché non tutti vorranno essere identificabili e avere l’indirizzo, sia pure scritto con tutti i trucchi antispam possibili, a disposizione di chiunque passi di lì.
    Una differenza importante è anche che nei blog è previsto uno stile di risposta molto colloquiale e anche gergale dal punto di vista formale (non mi riferisco agli articolatissimi insulti che passano in entrambi i canali di comunicazione) e questo può rendere ad alcuni più facile intervenire.
    Certo, in un momento in cui si parla molto di personalizzazione di tutto, quindi anche di utilizzo del web, l’idea di farsi la propria pagina con tutti i blog da consultare che appare appena si avvia il browser non può che sembrare un bel giocattolo nuovo.
    Tuttavia la rappresentazione cartesiana di Metiteri non mi sembra sbagliata e bisognerebbe tenerne conto.
    Auguri al blog, ovviamente
    Livia Castelli

  12. Livia Castelli Says:

    Ulteriore osservazione (scusate la prolissità). Quanti vanno a controllare, dopo un paio di giorni, se i commenti di un certo post sono aumentati o no? non molti e sarebbe uno stress, infatti molti blog hanno a lato una breve citazione degli ultimi 4 o 5 commenti. Ma queste citazioni sono per forza in numero limitato mentre in una lista, se qualcuno riprende anche dopo molto tempo un vecchio subject tutti lo ricevono con certezza. Possono ripensarci su e intervenire se prima non l’avevano fatto. In un blog occorerebbe un “servizio di alerting” pensato apposta…

  13. bonaria Says:

    Care Marina e Livia, vi rispondo insieme perché i vostri argomenti hanno prodotto in me uno stream of consciousness che mi è difficile districare ;-)

    Intanto: Marina, sono felice di risentirti e grazie per i pensieri e per gli auguri :)
    Livia: benvenuta su questo blog e grazie per il tempo speso nell’articolare una così interessante lista di argomenti!

    Marina, mi sono molto piaciute certe tue frasi: “.. generatore di democrazia” e “… una vitoria contra il silenzio, parlando poeticamente e passando al di sopra de l’insicurezza professionale.”
    Sì, la mailing list può, paradossalmente ma non troppo, alimentare più egocentrismi di quanto possa fare un blog, dal momento che quest’ultimo è un luogo in cui, se il blogger si dà un po’ troppe arie o scrive qualche stupidata, c’è pronta una selva di commentatori a ricondurlo a più miti consigli (cioè a farlo ritornare in sé ;-) )

    Il blog di biblioteca è più easy, semplice da creare, semplice da gestire, semplice da commentare e, è vero, non richiede un corpus di informazioni pregresse da articolare, necessario in genere con il wiki. E non richiede (necessariamente) formalità tipo affittare uno spazio per l’hosting o comprare un nome di dominio; e non richiede quindi di interfacciarsi con i tecnici (dagli informatici ai dirigenti dei Comuni). Il blog lo apri per decisione consapevole e atto di volontà e nessuno ti potrà mai impedire di coltivare la sua vita, post dopo post. Certo, questo fa un po’ impressione, ma lo capisco benissimo: anch’io ho provato tutte le sofferenze di limitazioni tecniche (che sai benissimo come superare) che affogano ogni tentativo riformatore, di cavilli giuridici che annullano ogni novità, di regolamenti che sembrano essere fatti apposta per impedire qualsiasi tentazione di autonomia…

    E se i monologhi finora hanno dominato la scena dei biblioblog o se questi ultimi sono nati non tanto con un intento dialettico, quanto per sfuggire ai limiti e ai divieti altrui, non è un buon motivo perché continuino ad esistere solo in questo modo, e non possano sfruttare appieno tutte le possibilità che il mezzo offre ;-)

    Per quanto riguarda la dialettica blog/mailing list, mi viene da pensare, anche leggendo le ottime suggestioni di Livia, che molto dipende dal blogger e dal blog, da un lato, e dalla mailing list e da chi vi partecipa, dall’altro. So che è una risposta salomonica, ma credo sia così. Certo, non si possono definire tutti i blog meritorie opere di democratizzazione dell’informazione o geniali strumenti di produzione culturale, così come le mailing list presentano a volte aspetti di chiusura, rigidità e conformismo che ne azzerano la natura intimamente colloquiale e creativa.

    Molto dipende anche dall’obiettivo con cui si scrive e dunque da coloro cui ci si rivolge: è vero, come dice Livia, che se devo chiedere aiuto per una ricerca bibliografica, forse sarà il caso di farlo mandando una comunicazione in una lista.

    Sulla maggiore libertà che si avrebbe in lista di proporre propri contenuti, ancora dico: dipende dalle liste. Credo che noi tutti abbiamo esperienza di colleghi o amici che sono usciti da certe liste per stanchezza e avvilimento dopo essere stati maltrattati pubblicamente a causa di qualche piccola ingenuità (stigmatizzata, com’è costume dei veri bibliotecari e additata al pubblico ludibrio), oppure per aver visto altri maltrattati e essersene disgustati. Certo è, che, pur rimanendo in lista, ci sono legioni di bibliotecari (e non) che non si sognerebbero mai di attivare una discussione e che dunque della mailing list fanno un uso strumentale (legittimo, ovviamente!) finalizzato all’aggiornamento professionale piuttosto che alla current awareness su eventi, convegni etc.

    Ugualmente moltissimi iscritti alle mailing list a volte non danno neppure una scorsa al subject dei messaggi o, se la danno, non è detto che vadano poi a leggerseli, anche se di interesse. Qui ammetto pubblicamente le mie colpe: sono iscritta almeno a venti mailing list, tutte splendidamente interessanti, e purtroppo non riesco a leggerne i messaggi per mancanza di tempo…

    Quanto ai limiti tecnici (per esempio commenti che non vengono taggati o che è difficile seguire col passare del tempo), vi sono dei piccoli rimedi: plugin che consentono ai commentatori di associare tag a un commento; feed RSS dedicati ai commenti, che si può decidere di scaricare insieme ai feed RSS dedicati ai soli post, proprio per essere costantemente alertati su un certo canale di comunicazione (volendo, qui i commenti di the Geek Librarian).

    Mi verrebbe da pensare che invece, chi non vuole farsi riconoscere su un blog, tanto meno lo vorrà fare su una lista, dove appunto si è molto più visibili e dove comunque, nella maggior parte dei casi, si pubblicano di fatto i messaggi in Rete (molte liste, ma non Aib-Cur, se non erro, rendono i contenuti liberamente ricercabili dai motori di ricerca).

    Naturalmente tutti questi limiti, come Livia ha dimostrato, sono ascrivibili altrettanto facilmente ai blog: dalla frammentarietà che costringe a non leggere che una piccola fetta di blog/post altrui al tasso di litigiosità o volgarità che su certi blog diviene posa da hacker maudit…

    Insomma, leggendo e riflettendo mi è venuta una specie di tentazione centrista per cui tenderei ad avvicinare molto blog e mailing list. (al di là degli usi strumentali che in entrambi i casi possono farne gli autori e/o i fruitori della comunicazione) Come strumenti culturali, di dibattito, temo (e sottolineo temo ;-) ) che i blog e le mailing list abbiano più punti in comune che sostanziali differenze…

  14. Fabio Metitieri Says:

    Si’, i blog erano di moda e in parte lo sono ancora, per cui questa e’ una delle due ragionii principali per cui – spesso, non sempre – vengono usati anche in contesti dove altri strumenti sarebbero piu’ utili.

    L’altra ragione, Bonaria, l’hai espressa molto bene tu: “qui e’ casa mia e se non mi dai ragione ti censuro, con una scusa qualsiasi”. Una cosa che su una lista non e’ possibile, sia perche’ sarebbe difficile che ciascuno si aprisse una sua Aib-Cur personale (per usare sempre lo stesso esempio), a propria immagine e somiglianza, sia perche’ censurare una lista – a meno di spam massivo – e’ del tutto inutile. Chi come te – ne sento da piu’ di un decennio – invoca la moderazione delle liste o dei commenti di un blog mi fa sorridere (se e’ in buona fede) o mi fa girare le ciuffole (se e’ in cattiva fede, come spesso capita negli ambiti di discussione piu’ critici). Su questo non mi dilungo, l’ho scritto piu’ volte in libri, articoli, email e commenti vari.

    Insomma, di nuovo: il blog (personale) e’ individualismo, volonta’ di affermazione, voglia di raccogliere apprezzamenti e complimenti (la voglia di link di cui scrivono i teorici del blogh), mentre la lista e’ comunitarismo e condivisione paritaria, senza un padrone o un capetto e con discussioni molto piu’ aperte.

    Quanto alla tua scusa per minacciare di censurarmi, mi fa sinceramente ridere (lmao, come ti direbbe uno statunitense): la mia era palesemente una battuta, anche perche’ con Serena, che da qualche anno collabora al libro di Ridi e mio, credo di essere in ottimi – seppure virtuali e rarefatti – rapporti, e io non sono stato uno stalinista neppure negli anni ’70, quando esistevano ancora i comunisti.

    La verita’ e’ che io sui Gulag faccio solo battute, mentre diversi bloggher trattano effettivamente i loro commenti con una logica da kapo’ (evito di fare qui, come esempi, i numerosi nomi e cognomi di chi segue tale policy, perche’ sono persone che non leggono questo blog).

    Ultima cosa, sui tanti che non intervengono sulle liste perche’ messi alla berlina (che secondo me non sono poi cosi’ tanti)…. Basta evitare la discussione con chi non ci piace. Su questo le mailing list funzionano molto meglio dei blog, perche’ permettono piu’ flussi di discussione, o la cancellazione – anche automatica – dei messaggi provenienti da uno o piu’ utenti. Con i blog, invece, si e’ sempre obbligati a scorrere tutto, anche solo per controllare chi ha commentato l’intervento che si e’ scritto.

    Detto questo, Bonaria, se non ami le critiche e le discussioni aperte, perche’ le interpreti come aggressioni, basta dirlo. A me di scrivere qui non l’ha ordinato il medico, ne’ mi interessa cercare pubblico tra i tuoi “15 lettori”, come dice Weinberger. Per cui, se preferisci parlare da sola e senza possibili contraddittori, chiedi e sarai accontentata… Poi, pero’, non scrivere piu’ dei post osannanti gli stupendi commentatori che hai. Un minimo di coerenza, via.

    Ciao, Fabio.

  15. bonaria Says:

    “… il blog (personale) e’ individualismo, volontà di affermazione, voglia di raccogliere apprezzamenti e complimenti (la voglia di link di cui scrivono i teorici del blogh)”

    Io continuo a pensare che le mailing list offrono esattamente lo stesso palcoscenico (anzi, spesso offrono un palcoscenico molto più vasto e popoloso) per gli esibizionisti e i cercatori di complimenti (e/o risse). Così come continuo a credere che anche (cert)i blog possano (almeno aspirare a) essere comunità paritarie e sinceramente democratiche: il pubblico che legge e commenta, sulle liste come sui blog, è – può essere – esigente, critico, consapevole.

    E d’altronde il “blog personale” può essere qualsiasi cosa: dal diario adolescenziale al contenitore di seriose riflessioni metafisiche…

    “… se non ami le critiche e le discussioni aperte”

    Mi sembra di aver dimostrato che non solo le amo, le critiche e le discussioni aperte, ma le sollecito, e non c’è nessun motivo, se non l’amore per il succitato polemos, che mi fa spendere parte delle mie serate a rispondere ai commenti di un post, piuttosto che continuare a scrivere solipsisticamente delle magnifiche sorti e progressive del Web 2.0.

    Sia detto sorridendo, Fabio, ma anche nella maniera più sincera e onesta: nessuna minaccia, nessuna censura: non usiamo parole che fanno tremare il pavé della piccola piazzetta in cui chiacchieriamo. Solo, vietato insultare. So bene che tu e Serena siete in ottimi rapporti, ma la battuta sui gulag la trovo di troppo dubbio gusto per ignorarla (e in ogni caso Serena non era il solo bersaglio). Non mi piace evocare campi di reclusione, sorveglianti nazi e tutto l’armamentario di aggressività che già quotidianamente viene abbondantemente ammannito dai vari mezzi e mezzucci di comunicazione. Vorrei poter discutere in serenità.

    I tuoi commenti (molto apprezzati, come detto più volte) sarebbero semplicemente ancora più godibili senza il consueto e ormai prevedibile corollario di provocazioni. Sorprendimi: scrivimi, una volta tanto, un commento solo critiche e niente offese! :-)

  16. Susanna Says:

    Il tema liste di discussione versus blog mi pare importante. Personalmente sono iscritta a AIB-CUR dal 1994 e 95.
    Mi è servita inizialmente ma progressivamente è divenuta uno strumento comunicativo poco gestibile, anche perchè confluente in un contenitore troppo ampio che è il proprio gestore di posta dove arriva di tutto: quindi ho ha gestire lo SPAM sulla mia mail e lo “spam” degli iscritti di AIB-CUR.

    In definitiva pur continuando a manterere l’iscrizione non leggo quasi nulla; di fatto è divenuto per me uno strumento poco utile. Da tempo, come qualcun altro ha qui detto, ho chiesto una moderazione molto stretta ma questo non viene accettato. E allora proviamo ad usare i blog per costruire una comunita’ su temi specifici.

  17. Fabio Metitieri Says:

    Bonaria, qualche tuo alias ha scritto, con la tua firma:
    “la prossima volta che scriverai qualcosa di violento (…) non ti pubblicherò”.

    A parte il fatto che la violenza l’hai vista soltanto tu, ma se non e’ una minaccia di censura questa…. “Non pubblicare”, che cosa significa, esattamente, nel personalissimo vocabolario del pave’ della tua piazzetta?

    Giaccai, una lista come Aib-cur permette l’uso automatico di diversi filtri. Usali. La stessa cosa *non* sarebbe possibile con un blog. Non conosco dei blog che abbiano, come Aib-cur, 5.400 iscritti di cui almeno il 10% interviene e scrive con una certa regolarita’ e dove esista la possibilita’ di seguire una conversazione. Guarda (lo avrai gia’ fatto, credo) il blog di Grillo, o anche solo quello di Di Pietro quando tocca temi “caldi” e raggiunge i 600-1.000 commenti per post. E’ un casino ingestibile, dove non si puo’ interagire. Occorre una lista, quindi, se si pensa a conversazioni o comunita’ di grandi numeri, non un blog.

    A meno di non moderare, e allora forse anche un blog, personale o collettivo, piu’ o meno funzionicchia. E sempre li’ si torna, alla fine. Il problema non e’ lo strumento, perche’ comunque per discutere, con o senza moderazione, le liste funzionano meglio di un blog – che e’ un Cms, serve principalmente a pubblicare, non a discutere. Il problema e’ avere una persona o un “comitato” che selezioni gli interventi, decidendo chi e’ tra i buoni e chi e’ tra i cattivi.

    E lo so che questa idea a te piace molto, Giaccai, ma si e’ visto come siete finiti in Citta’ Invisibile, tra comitati, moderatori, esplusori, probi mediatori e quant’altro.
    ;-)

    Personalmente, riesco a selezionare su Aib-Cur (dove sono iscritto dal 1992) solo quello che mi interessa, senza fatica, e mi sta benissimo che non sia moderata. Va bene cosi’, perche’ complicarla inutilmente solo perche’ qualcuno e’ un po’ troppo permaloso?

    D’altra parte seguo anche Mlist (dalla sua nascita, nel 2000), che ha 6.000 iscritti e che e’, piu’ che moderata, direi editata, e non mi dispiace.
    Per fare un lavoro del genere, pero’, ci vuole una persona molto apprezzata da tutti e che vi dedichi un tempo non indifferente. Nonche’ una comunita’ di contributori che sia mooolto piu’ “tranquilla” di quella che ha sempre alimentato Aib-cur (evidentemente i markettari sono un popolo molto piu’ tranquillo e meno polemico dei bibliotecari). Altrimenti – di nuovo: vedi la storia e la morte di Citta’ Invivibile – la discussione diventa solo o quasi soltanto la continua contestazione e ridiscussione delle regole, piu’ la contestazione dei contestatori, piu’ la ridiscussione su chi deve decidere cosa, ecc., all’infinito e fino alla definitiva estinzione.

    Ciao, Fabio.

  18. Fabio Metitieri Says:

    Ah, dimenticavo….

    L’argomentazione tipica dei sostenitori del blog a questo punto e’: Ma no, si crea una bella rete di blog, con ciascuno il suo, dove ognuno, a casa sua, fa e scrive quello che gli pare, e poi con i link reciproci, i trackback, et similia, si discute tutti insieme.

    Solo che, anche supponendo che a voler scrivere su Aib-cur siano solo 500 o 600 persone, e supponendo che ciascuno sia disposto ad aprirsi il suo blog, io continuo a pensare che seguire un’unica lista, con qualche filtro, sia molto piu’ semplice e comodo per tutti rispetto al doversi iscrivere a 600 feed Rss.

    Ciao, Fabio.

  19. serena sangiorgi Says:

    E a dare ragione a tutti arrivo di nuovo qui dopo un mese perchè mi è arrivata una mail da una lista cui sono iscritta… la quadratura del cerchio, no??? Mi sono riletta tutto per benino, confermo che con Fabio si è spesso in disaccordo ma ho anche quasi tutti i suoi libri, e quindi con grande serenità posso dire: non è vero che il mezzo tecnico non incida. Quando sono nate le mailing list non esistevano alternative, tutto qua. Poi tutto il web si è evoluto (si E’ evoluto, altrocche’, su questo sono dispostissima a litigare furiosamente su ogni lista, blog, forum e chi più ne ha più ne metta) e sono arrivate queste nuove cose.
    Che si adoperano meglio… come prova Fabio stesso, quando dice che sul blog di Grillo e Di Pietro arrivano anche mille post al giorno.
    Quale lista lo puo’ vantare? parliamo di questo, cioe’ della quantità. Della partecipazione. Della voglia di far sentire ANCHE il proprio parere. Guardacaso, blog si mailing list no.
    Quale sito web ha gli stessi contatti giornalieri, se leviamo dal conto i giornali, l’ANSA e poco altro (forse per restare “in casa” lcweb.loc.gov) ??? La mail ti arriva in casella, volente o nolente (vai di filtri…) il blog te lo vai a cercare. Questa è secondo me una vera differenza, oltre alle altre.
    Il blog a me non piaceva per le ragioni espresse da Fabio, poi ho cominciato a masticarne un po’ e mi sono ricreduta.
    Non ancora sui forum, ma quella (quella si) è un’altra storia.
    Gege’

  20. bonaria Says:

    Ciao Sere! Giusto quello che dici, mi piace “il blog te lo vai a cercare” (ok, esistono i feedreader, ma è il concetto a essere valido, tanto che io, alla faccia della settantina di feedreader che avrò installati nel computer, comunque in genere i blog li leggo uno per uno, cambiando Url ogni volta ;-) )

    Sono anche d’accordo su “il Web si è evoluto” e sul fatto che le liste probabilmente hanno spopolato anche perché erano, all’epoca della loro nascita, gli unici (o quasi) strumenti.

    Adesso il bello è che puoi utilizzarne n per n diverse finalità, dunque perché privarsi? E comunque, davvero, il fatto che questo post oggi sia stato visto da circa 400 lettori sollecitati da un messaggio sulla mailing list Aib-Cur, è una metafora splendida sulla “filiera della comunicazione” nell’A.D. 2008 :-)

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