No, really, it’s up to you – firmato Radiohead

Complice una malefica tignosa influenza, mi sono regalata un quarto d’ora di svago ;) e ho deciso di dedicare il Cult domenicale non ad argomenti tecnici (ma questo solo in apparenza!), bensì alla scelta di grande impatto culturale compiuta dai Radiohead in relazione all’uscita del loro ultimo disco: In Rainbow.

Invece di distribuirlo soltanto come CD e/o file in formato proprietario avvolto da un bel lucchetto di DRM, questo grande gruppo (disclaimer: è in assoluto la band che più amo :) ) ha, sì, deciso di vendere il suo album in CD con il suo bel corredo di gadget (due vinili, fotografie, video etc.), ma anche di mettere a disposizione il download in .mp3 dell’intero disco.

La novità riguarda proprio la modalità con cui il file online è scaricabile: si tratta per l’appunto di un formato leggibile da qualsiasi device ed è acquistabile sul sito dedicato a In Rainbow per il prezzo stabilito di volta in volta dall’acquirente.

Avete capito bene: potete versare qualsiasi cifra (compresa: nessuna cifra) per pagarvi il vostro download (cliccando sul punto interrogativo che appare accanto al campo vuoto in cui va indicata la cifra, compare ripetutamente la scritta it’s up to you, no, really, it’s up to you).

Ora, premesso il fatto che remunerare un artista per la sua produzione intellettuale è cosa assolutamente doverosa, trovo questo dei Radiohead finalmente un serio tentativo di affrontare la c.d. crisi del mercato discografico in maniera plausibile e coerente, distante anni luce dalla soluzione finale one-size-fits-all del perseguire penalmente chi scambia canzoni in P2P…

Personalmente ho comprato il CD online, l’ho pagato esattamente quanto pago gli altri CD, sto ascoltando le dieci canzoni e devo dire che, nonostante la prima impressione non fosse esaltante (ah, la perfezione di Hail to the thief…), ad ogni riavvio del player mi convinco sempre di più che la cifra dei Radiohead c’è ed è inalterata.

Naturalmente c’è da considerare che, come detto, i brani sono scaricabili in .mp3, perciò sicuramente la qualità sonora non è grandiosa, ma se preferite, potete acquistare il ricco cofanetto con in più il diritto di scaricare anche gli mp3, direttamente dall’abituale concessionaria del merchandising della band.

Spero davvero che la formula si riveli vincente perché rappresenterebbe un bello scacco non solo alle major discografiche (almeno a quelle sul piede di guerra contro gli scaricatori impenitenti) ma anche a società come la Apple che vanta una piattaforma digitale, ITunes, che non è proprio un grande esempio di apertura…

Un resoconto sulla vicenda (completo dei commenti dei grandi del mercato) su Punto Informatico.

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9 Risposte to “No, really, it’s up to you – firmato Radiohead”

  1. serena sangiorgi Says:

    Si, mi sembra geniale. Si salvano in questo modo tutte le capre e tutti i cavoli. Qualsiasi cifra significa anche zero, o un simbolico euro, per i più duri e puri. Per gli audiofili c’e’ la soluzione maximum: cofanetto con resa tecnica superiore PIU’ diritto di scarico .mp3 per usi plebei… Mi vengo in mente io con la musica classica, i Radiohead manco li conosco, ma la problematica è assolutamente identica.
    Gege’
    PS: auguri, rimettiti in sesto presto!

  2. kagilla Says:

    Lodevole iniziativa, quella dei Radiohead. Anche se io li conosco esclusivamente attraverso quello che di loro dice il mio guru musicale Michael Stipe. I R.E.M., per l’appunto, ne avevano parlato mesi fa sul loro sito http://www.remhq.com: credo ci sia un movimento di idee abbastanza fervido, tra i musicisti (tra alcuni, almeno), su questi aspetti.
    Cerca di ristabilirti presto!
    Un abbraccio!
    Kagilla

  3. bonaria Says:

    Ciao SERE e Kagilla e grazie degli auguri :) Devo dire che per fortuna sono in via di guarigione…

    Questa dei Radiohead è un’esperienza che arriva buon’ultima ma che acquisisce valore se si pensa alla fama del gruppo: non parliamo proprio di un gruppuscolo underground ma di una delle band più famose al mondo! Speriamo che altri seguano…

    La musica classica sarebbe proprio un bell’ambito dal quale iniziare a proporre iniziative di questo tipo, soprattutto se si considera che in questo caso i diritti, almeno di buona parte dei compositori, non dovrebbero essere un problema…

  4. virginia g. Says:

    Viene voglia di scaricare la versione mp3 pagandola di più, quasi quasi! ;-)
    Questa storia mi fa venire in mente quella vecchia falsa polemica per cui le biblioteche danneggerebbero gli affari delle librerie. Quando piuttosto si potrebbe dire che le biblioteche fanno pubblicità GRATIS per le librerie e invogliano la gente a spenderci i loro soldi.
    Lunga vita ai Radiohead, gruppo stupefacente e non solo musicalmente…!
    Ma è meglio Hail to the thief o il vecchio caro OK computer? ;-)

  5. bonaria biancu Says:

    Meglio Hail to the thief, dai ;)

    La polemica sulle librerie è proprio la metafora del modo sbagliato di guardare alla questione della diffusione della conoscenza, che invece andrebbe vista come vantaggiosa per tutti – in primis per chi la produce e la distribuisce…

    A proposito: sul Corriere della Sera di oggi c’è un articolo dedicato alla questione dal quale si evince che i ricavi dei Radiohead stanno andando bene e probabilmente l’esperimento getterà le basi per una più larga adesione… Speriamo!

  6. manuele Says:

    Grande Bonaria, ascolti pure i Radiohead!!!!! Loro sono anni luce davanti a tutti, sia nella musica che nel business.
    All’inizio ero scettico per quanto riguarda la loro svolta elettronica, rimanevo ancorato a Pablo Honey, The Bends (il disco pref della mia adolescenza) e ok Computer, ma ora sono affascinato anche dal nuovo suond.
    In rainbow l’ho ascoltato ancora poco, mentre hail to the thief e amnesiac a distanza di tempo comincio a gustarli.
    Devo fare un concorso per lavorare in una biblio comunale, quando posso venire a trovarti? Scusa, ma dopo il post su second life mi ero assentato dal tuo blog

  7. bonaria Says:

    Ciao Manuele! E’ troppo bello scoprire che tanti tra i lettori di questo blog amano i Radiohead… Guarda che non è casuale!
    In Rainbows come ho scritto inizialmente non mi ha appassionato ma adesso non faccio altro che riavviare il player della mia chiavetta 100 e 1000 e ancora 10000 volte… Certo, Hail to the thief è qualcosa di… miracoloso…

    Senti, ma dov’è questa biblio comunale in cui vuoi andare a lavorare? Cmq ottima scelta! Mi fa piacere non dico darti qualche consiglio ma anche fare due chiacchiere in libertà ;) Fino ai primi di dicembre però sono messa maaaaale… Ma tu quando ce l’hai il concorso? Facciamo in tempo a vederci dopo? Ciao, e buono studio per il momento :)

  8. manuele Says:

    ciao, la biblio comunale è a carate brianza, la prima prova del concorso è martedì, saremo in centinaia ma io ci vado allo stesso.. così mi formo in materia di biblioteconomia e diritto degli enti locali..
    L’anno scorso ho fatto le 150 ore lì in biblioteca in u6, mi sono trovato molto bene.. salutami Carmela, se la conosci

  9. Video-contest e musica Cult « The Geek Librarian Says:

    […] e musica Cult Ancora Radiohead. Dopo l’exploit dell’ultimo CD DRM-free (vedi il mio post sull’argomento), ecco un altro colpaccio della band inglese: The In Rainbows Animated Music Video Contest, una […]

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