Google si lancia nella Ricerca Universale

Dunque l’attenzione che Google riserva alle biblioteche non gli serve solo per formulare piani di digitalizzazione e battere sul tempo le generose fondazioni finanziatrici statunitensi, ma anche per aggiornare i suoi piani industriali… Almeno questo è quello che mi viene da pensare leggendo l’agenzia di stampa rilasciata qualche giorno fa dal gigante di Mountain View (as usual i grassetti sono miei):

Google today announced its critical first steps toward a universal search model that will offer users a more integrated and comprehensive way to search for and view information online. The company also introduced an updated homepage design and several new navigation features that make it faster and easier for users to find the information they are looking for.

(…) “The ultimate goal of universal search is to break down the silos of information that exist on the web and provide the very best answer every time a user enters a query.” (…) Google’s vision for universal search is to ultimately search across all its content sources, compare and rank all the information in real time, and deliver a single, integrated set of search results that offers users precisely what they are looking for. Beginning today, the company will incorporate information from a variety of previously separate sources – including videos, images, news, maps, books, and websites – into a single set of results.

Ma non è tutto, e anche qui scorgo curiosi paralleli con le biblioteche: Google sta anche rivedendo il suo algoritmo di ranking per renderlo più efficace e rispondente alle integrazioni effettuate sulle tecnologie di ricerca:

The company is also releasing the first stage of an upgraded ranking mechanism that automatically and objectively compares different types of information. As always, Google™ search results are ranked automatically by algorithms to deliver the best results to users anywhere in the world.

“Google has continued to concentrate on improving the quality of search,” said Udi Manber, vice president of engineering at Google. “The level and speed of search innovation at Google has increased. Most of this innovation addresses basic ranking algorithms and is often not obvious to users. Users just see more accurate results, more often, in more languages, which is our primary goal.”

Infine da segnalare ancora due novità: i link ai vari segmenti di Google (Blog, Book, Code etc.) che compaiono nella pagina dei risultati sono stati posti in alto a sinistra in modo da agevolare la reperibilità di informazioni in differenti formati o provenienti da differenti domini rispetto a quello su cui si concentrano i risultati principali.

Ma la sperimentazione più divertente è Google Experimental che, in omaggio al nome, mette in campo due feature importanti: la comparsa delle mappe e di una timeline cronologica nelle pagine dei risultati da utilizzare a mo’ di filtro per la scrematura dei dati.

Come suggerisce lo stesso sito di Google Experimental provate ad effettuare una ricerca per earthquakes (risultati visualizzati nelle mappe) o per thomas jefferson (timeline per andare avanti e indietro nel tempo) e… buon divertimento!

Certo, dire (o pensare in termini di) Universal Search fa molta più impressione che dire (o pensare in termini di) metasearching o, al massimo, federated searching, ma si sa che in California col marketing ci sanno fare ;-)

3 Risposte to “Google si lancia nella Ricerca Universale”

  1. Kagilla Says:

    L’avevo letto anch’io. Mi incuriosisce oltre ogni limite. Lascio da parte tutte le polemiche su Google e il suo strapotere, la privacy, ecc per dire che, in ogni caso, sono avanti. Il loro modello organizzativo è flessibile e creativo. E, in questo momento e soprattutto visti i risultati, a me sembra quello vincente. E’ chiaro che si parla di professionalità elevate. E mi fermo qui, altrimenti sai che sul tema potrei parlare per delle ore. Ciao!

  2. Francesco Says:

    Google vuole controllare il bene più prezioso del nuovo millennio: la conoscenza.
    Farà di tutto per riuscirci, ben oltre queste dichiarazioni che sono puro marketing visto che secondo me non aggiungono niente alla sostanza della sua mission.

    Secondo me dalle biblioteche Google sta prendendo quello che gli serve e allo stesso tempo lavora per renderle inutili.
    Sarei curioso di sapere se ha assunto qualche grande bibliotecario, Bonaria tu sai qualcosa?

  3. bonaria Says:

    Ciao Kagilla e Francesco e grazie dei commenti :-)
    E’ vero, Google lavora per appropriarsi di conoscenza e nel farlo gioca anche sporco, per così dire, ma… le biblioteche? Non dovrebbero anche loro lavorare in questa direzione (lavorando pulito però ;-)?
    Io valuto positivamente l’interesse che Google manifesta per le biblioteche perché è grazie a questo interesse se è riuscito a riportarle in primo piano in un universo (il web generico) che non le aveva mai prese in considerazione.
    Riuscirà a modernizzarle senza snaturarle? A Barcelona le opinioni erano contrastanti e tendenzialmente negative per quanto riguarda per esempio il programma di digitalizzazione del motore di ricerca.
    Van de Sompel ci ha raccontato (era nel mio stesso gruppo di lavoro) che la Mellon Foundation negli USA è rimasta molto delusa dal fatto che le biblioteche hanno rifiutato il loro programma di cospicui finanziamenti per correre ad aderire alle profferte di Google… Potete leggere il report finale del GdL su questo.
    Un’altra questione è il versante legale di cui mai si parla e che riguarda i contratti che le biblioteche firmano con Google impegnandosi a non divulgare i propri dati (i.e. i contenuti dei libri digitalizzati)…
    Il punto però secondo me rimane sempre questo: finché le biblioteche non sapranno (e non avranno fondi sufficienti per) sviluppare politiche economicamente e culturalmente innovative o almeno al passo coi tempi, unendo le forze e provando a gestire in proprio il patrimonio di conoscenze e informazioni che possiedono, qualsiasi gigante della comunicazione avrà gioco facile nel conquistarle a suon di bigliettoni…

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