Social tagging tra libri e affinità elettive

E’ scoppiata la mania del social tagging dedicato ai libri: due nuovi siti, piuttosto efficaci e gradevoli, emergono dall’indistinto mare 2.0. Goodreads – it’s what your friends are reading permette di caricare storie scritte di proprio pugno, dando così spazio agli scrittori amatoriali. Inoltre elenca tutti gli autori che si sono registrati sul sito, dando la possibilità agli altri utenti di visualizzare le loro letture preferite.

Anobii è più interessante: oltre ai dati bibliografici, alle recensioni, ai commenti etc., offre una funzionalità che trovo molto utile ai fini della manutenzione del catalogo (volendo parlare da bibliotecari ;-). Nelle schede dei libri, infatti, viene proposto il link Improve data che apre un menu a tendina con le diverse possibilità di emendare le informazioni: si va dalla segnalazione dei nomi differenti che rappresentano uno stesso autore a quella relativa a veri e propri errori nella scheda catalografica. Insomma, uno schiacciamento dei record manuale e basato sulla perizia dei lettori che, come si sa, in siti di questo tipo è notevole.

Entrambi hanno funzionalità conversazionali: agli utenti che richiedono un account viene proposto di cercare lettori con gusti simili e costruire reti di relazioni e gruppi di affinità elettive. Personalmente credo che la competizione in questo campo non possa che essere sana e dunque è giusto che chiunque aderisca alla proposta che le/gli è più congeniale, ma almeno per ora LibraryThing per me rimane su un altro pianeta…

7 Risposte to “Social tagging tra libri e affinità elettive”

  1. motumboe Says:

    Io ho scoperto prima anobii (un paio di giorni fa) e poi LibraryThing, cui ora darò un’occhiata…
    La cosa migliore comunque, anobii o librarything che sia, è che ho già avuto una trentina di idee per nuove letture :-)

  2. Kagilla Says:

    Interessante! Non conosco nessuno dei due siti ma mi rifarò presto..Ciao!

  3. bonaria Says:

    Il fatto è che LibraryThing è di una complessità (ma di una complessità per così dire semplice ;-) che non ha l’eguale… O magari questo è ciò che si vede da un punto di vista bibliotecario – forse gli altri siti sono più immediati o, contenendo meno informazioni, risultano perfino più fruibili.

    LibraryThing possiede la ricchezza di dati di un catalogo di biblioteca unita alla coinvolgente leggerezza di un’applicazione 2.0… E Tim Spalding è stato davvero un visionario a fare ciò. Difatti a un bibliotecario che volesse capire un pochino di più i propri utenti consiglierei di chiedersi: come mai LT è frequentatissimo e visto come un posto geek e un luogo di socializzazione mentre gli OPAC delle biblioteche sono guardati con sospetto, apprensione, diffidenza, sfiducia?

    Voi, Motumboe e Kagilla, che ringrazio per i commenti e che (forse) bibliotecari non siete, che ne pensate?

  4. Kagilla Says:

    ..forse perchè le biblioteche e i bibliotecari (non tutte/i, ovviamente) sono autoreferenzali e poco aperti anche alle esigenze dei profani? E’ ovviamente un commento da non bibliotecaria amante dei libri e delle biblioteche. Che nota quanto poco venga di solito fatto per rendere i luoghi del sapere accessibili e piacevoli.

  5. bonaria Says:

    E vabbè, faccio autocritica: i bibliotecari sono decisamente autoreferenziali, è vero. Però questi profani ogni tanto potrebbero darci qualche feedback in più… Io prego di continuo gli utenti con i quali ho a che fare di darmi un cenno della loro esistenza – anche in maniera critica naturalmente, ma devo dire che sono pochini coloro i quali hanno voglia di perdere qualche mezz’ora per aiutarci a migliorare i servizi…

  6. Hans Says:

    Vero, ma LibraryThing è tutto tranne che autoreferenziale… Guardate i Talks dove gli utenti discutono, o guardate la ricchezza dei tags, lo Zeitgeist in cui si possono vedere le statistiche sui libri più amati…

    Anche LT e soprattutto LT permette di modificare i dati e migliorarli, anzi, si concentra molto di più su questo aspetto. Sotto fun statistics è possibile sapere molto sulla propria libreria: linguaggio orginale, statistiche varie…

    Inoltre la dimensione tagging è molto più usufruibile su LT, si può navigare meglio e i tags sono differenziati, così è più facile scoprire nuovi libri…

    Infine, anche LT è disponibile in italiano http://www.librarything.it

  7. bonaria Says:

    Grazie, Hans. Sono assolutamente d’accordo con quello che dici su LT: è di una ricchezza e di una articolazione unica, oltre al fatto che consente di usufruire di tutte le funzionalità in maniera molto intuitiva e divertente…

    Spero che il suo programma per le biblioteche possa avere successo: poter inserire nel catalogo tutte le informazioni e i contenuti generati dai suoi numerosi utenti sarebbe davvero fantastico!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: