Social network per il marketing

Dubbiosi sulla reale efficacia del social networking? Date un’occhiata alla ricerca della società di search engine marketing IProspect: IProspect Social Networking User Behavior Study. Dalla newsletter di OCLC leggo dell’inchiesta effettuata sugli utenti internet (circa 2.000 adulti statunitensi), dalla quale emerge che, non solo un utente su quattro nel corso del 2006 ha visitato regolarmente siti di social networking (IProspect definisce “social networking site” as one that allows Internet users the ability to add user-generated content such as: comments, review, feedback, ratings, or their own dedicated pages, dunque considera YouTube, Amazon.com, MySpace etc.) ma che uno su tre è poi stato condizionato, all’atto di fare acquisti, dai suddetti siti, con Amazon.com a tirare le fila dei siti influenzatori.

The key findings all speak to the growing importance of social networking sites as an online marketing channel that marketers should assess, monitor, and embrace. (…) the most popular social networking sites, including MySpace, YouTube, and Amazon.com, are visited on at least a monthly basis by approximately 25% of the U.S. online adult population. Many sites attract specific “communities” of visitors whose demographic and psychographic characteristics closely match those of specific audiences targeted by marketers.

This illustrates a real advantage that these sites can offer marketers: namely, the ability to participate on sites whose frequent visitors share a predominant set of traits that effectively define them as a community. This affords marketers the opportunity to engage with highly targeted communities of users, which is a key benefit not yet available in the major search engines.

Naturalmente gli utenti, al momento di acquistare un prodotto, si fidano molto più del giudizio dei pari della propria comunità di appartenenza che dei consigli delle aziende, e questo spiega il ruolo di facilitatori che i siti di social networking rivestono. Certo, avvertono gli autori del survey, il going social non è una panacea e occorre calibrare le proprie scelte di marketing sull’utenza di riferimento per non rischiare di fare un buco nell’acqua.

L’elemento importante per me è che il sondaggio abbia evidenziato lo spessore anche economico dei social network, il fatto che possano porsi non solo come passatempi innocui per la creazione di community, ma anche come catalizzatori di scambi commerciali. Il rapporto di IProspect è scaricabile online a questo indirizzo.

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