ALA on Second Life

WASHINGTON – The American Library Association (ALA) is proud to announce that it now has a space in Second Life, the online community of more than one million users and home to a growing number of library organizations.

Needless to say, we are very excited to join the library community on Second Life, and we hope we as an association can utilize this technology to work with other library and education professionals who are pioneering efforts in immersive environments such as this one. We also hope to use these opportunities to further advance solutions to the digital divide and participation gap issues that surround Second Life and other virtual worlds, said Jenny Levine, ALA Internet Development Specialist and Strategy Guide.

Read the full post on InfoIsland.org.

This is me visiting ALA island – I warmly recommend you to teleport there and… imagine! It’s exciting to have the possibility to send suggestions to ALA for things or events to be built in (but, please, lower those stairs – I had to jump to get over them! ;-)

4 Risposte to “ALA on Second Life”

  1. Kagilla Says:

    Quanto tempo dovremo aspettare per vedere tutto questo anche in Italia? Perchè le istituzioni si accorgano che la parola progresso ha un senso compiuto nella pratica e non solo nella teoria?!?!?
    Sono piuttosto stufa di dover constatare quanto l’erba del vicino sia sempre più verde..

  2. bonaria Says:

    Eh lo so, lo so, tutti noi vorremmo più slancio, più proattività, più coraggio… o almeno vorremmo non essere guardati come degli alieni quando siamo slanciati, proattivi e coraggiosi ;-)
    Io intanto me ne vo a Barcelona – poi ti dirò…
    (e mi ci manda il capo!)

  3. enrico Says:

    Anch’io faccio fatica a pensare che le Istituzioni in Italia possano immaginare “strategico” allestire uno spazio su Second Life. Sul treD in Italia ho in mente una sola esperienza istituzionale (a cui peraltro partecipo) ed è il progetto Scuola3D, basato sui mondi e sulla tecnologia di ActiveWorlds. Il progetto non ha a che fare con le biblioteche ma è rivolto in primo luogo alle scuole e alla didattica applicata. In ogni caso, una idea portante di Scuola3d ( http://www.scuola3d.it ) mi sembra essere quella della visualizzazione della conoscenza. Una delle suggestioni è quella di costruire un teatro della memoria, meglio ancora della conoscenza. Il riferimento è il teatro di Giulio Camillo, un luogo che rappresenta il tentativo, al di là del contesto delle mnemotecniche del Rinascimento, di costruire una metaconoscenza generata dalla vicinanza, dalla connessione dalle aree semantiche rappresentate.
    Qualche input riguardo a questa idea: http://www.scuola3d.it/camillo/IlCentrorisorse.GiulioCamillo.nellascuol.html
    Altri input e report di esperienze sono rintracciabili al blog del progetto Scuola3d: http://www.activeworlds.bz.it/wordpress/index.php?tag=centro-risorse-giulio-camillo
    L’idea di un approccio visuale alla conoscenza credo sia importante in generale per la classificazione e per ogni tentativo (o pretesa) di costruire un inventario completo di ciò che esiste. Per questo lo spazio ALA su Seconfd Life probabilmente è molto piu’ che una semplice presenza strategica.

    Ciao

    Enrico

  4. bonaria Says:

    Grazie molte, Enrico, per le tue suggestioni come sempre incredibilmente interessanti. Ho sempre creduto nella potenza evocativa e conoscitiva delle immagini – personalmente ho un approccio alle informazioni molto più mediato dalle immagini che dai contenuti verbali o scritti, pertanto capisco bene come l’idea di rappresentare la conoscenza abbia un valore gnoseologico molto elevato.

    Non conoscevo Camillo, ma le tue parole mi hanno fatto pensare ad Aby Warburg e alla sua idea di fondare una topologia della conoscenza che non fosse meramente quantitativa e classificatoria, ma che si giovasse delle relazioni semantiche e icastiche tra i libri…

    Inoltre trovo che non solo per noi Generazione X, ma soprattutto per i Millenial, cioè per chi è nato all’incirca dal 1980 in avanti, ed ha sviluppato quindi molta più familiarità con le immagini (magari pure virtuali) che con i testi scritti o spiegati verbalmente, la rappresentazione delle informazioni potrebbe davvero farsi (unico?) veicolo di conoscenza…

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