Cronologia delle ricerche in Google

John Battelle lo chiama il database delle intenzioni: le nostre paure, ansie, desideri, speranze. In una parola: tutti i termini che abbiamo mai cercato in Google e che vanno a formare un immenso manufatto culturale (sempre JB), il più grande della storia probabilmente, del quale è facile immaginare le potenzialità a livello informativo e di business.

Un gigantesco aggregato che rappresenta lo zeitgeist e che le aziende e il mondo della scienza potrebbero sfruttare per ricavare di che vivere per i prossimi cento anni (potrebbero cioè fare quello che ha fatto Google). Personalmente, non sono né complottista e né amo pensare che vi sia una negatività intrinseca alle grandi corporations (ma perché se associo corporations a Google mi viene un po’ il magone? Sarò passatista? ;-), però alcuni dati, visti in un’ottica, diciamo così, meta-storica, mi hanno inquietato.

Di che parlo: una delle ultime feature che il motore di ricerca ci ha regalato è la Cronologia delle ricerche. Sul mio profilo la vedo attiva dal febbraio 2006 ma non ho capito se perché da quella data ho un account gmail o perché il servizio data la sua nascita in quel periodo. Essendo peraltro un automatismo (viene impostata di default all’atto di creazione dell’account gmail), senza che l’utente ne sia informato, è anche difficile capire come sia andata, anche perché Cronologia risulta essere, manco a dirlo, in beta.

Ora, io sono ben contenta di avere questo ulteriore strumento che immagino possa aiutarmi a raffinare le mie ricerche e possa aiutare Google a restituirmi risultati sempre più pertinenti, ma

  1. avrei preferito non dover scoprire casualmente di avere una cronologia delle ricerche che risiede su un qualche server di Google
  2. mi chiedo se questo non varchi il limite della quantità di informazioni che l’umano consesso può tollerare un motore di ricerca o qualsiasi altro agente (commerciale o meno) abbia sui suoi membri…

E’ vero che Google ha un bel disclaimer per la Cronologia, e se lo si desidera offre la possibilità di sospendere il servizio, però, ripeto, è difficile sospendere qualcosa che non si sa neppure di avere… Poi ci sono altre perplessità: è bello poter vedere le statistiche delle proprie ricerche addirittura in un grafico (i termini più cercati, i siti più cliccati etc. – si possono anche scaricare come RSS) ma perché tra le query principali recenti correlate alle ricerche trovo nella sezione siti una notte al museo e in quella video un filmato sui provini di Eva Henger?
[giuro di non aver mai cercato né l’uno né gli altri ;-)]

Questo ciò che Google dice di fare con le informazioni in suo possesso:

2. Quali informazioni raccogliete quando utilizzo Cronologia ricerche?

Per poter fornire il servizio, Cronologia ricerche salva informazioni relative alla tua attività in Google, tra cui ricerche, risultati su cui hai fatto clic, data e ora delle tue ricerche. Nel tempo, è possibile che questo servizio utilizzi ulteriori informazioni sulla sua attività in Google o altri dati da te forniti al fine di migliorare il servizio di ricerca. Le Norme sulla privacy verranno aggiornate per informarti di qualsiasi eventuale modifica sostanziale apportata al servizio. Inoltre, come indicato nelle Norme sulla privacy di Google, quando viene utilizzato un servizio Google, raccogliamo ulteriori informazioni tra cui l’indirizzo IP, il tipo di browser, la lingua del browser e uno o più cookie che consentono di identificare in modo univoco il tuo browser.

3. che modo vengono utilizzate le informazioni raccolte durante l’uso di Cronologia ricerche?

Cronologia ricerche utilizza le informazioni della cronologia ricerche e altri dati da te forniti per migliorare il servizio della ricerca su Google, ad esempio ottimizzando la qualità dei risultati di ricerca e offrendo suggerimenti. Oltre ad attivare la funzione Cronologia ricerche, le informazioni da noi raccolte durante l’uso di Cronologia ricerche possono essere condivise da tutti i nostri servizi al fine di permettere all’utente di passare tranquillamente da un servizio all’altro e di migliorare la qualità dei servizi da noi offerti. Non divulghiamo queste informazioni ad altre società o persone, tranne nei limitati casi specificati nelle Norme sulla privacy di Google oppure con il tuo esplicito consenso.

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