4 Risposte to “Sviluppi dell’Openurl per le biblioteche”

  1. Matteo Romanello Says:

    Prima d’ora non avevo mai sentito parlare di COins. Ma dopo essermi brevemente documentato non ho potuto fare a meno di notare che, in realtà, si tratta di un ennesimo caso di duplicato tecnologico. Mi spiego meglio. Uno standard per integrare metadati utlizzando tags xhtml c’è già, si sta affermando decisamente nel web e si chiama Microformat (MF).
    Oltretutto metadati bibliografici espressi usando MF piuttosto che COins risulterebbero, a mio giudizio, maggiormente leggibili anche a un essere umano (impressione che non ho avuto esaminando alcuni frammenti di codice html conforme allo standard COins)…
    Credo sarebbe stato più semplice (e meno ridondante) progettare un Microformat di tipo bibliografico avvalendosi dei ‘design pattern’ che si stanno affermando per questa tecnologia, senza dover dar vita a quello che mi sembrab essere, per le ragioni sopra esposte, un duplicato tecnologico… Anche perché, di fatto, COins ha quasi lo stesso funzionamento di un Microformat.

  2. bonaria Says:

    Ciao Matteo, grazie per il tuo commento :)

    Dunque, potrei sbagliarmi, ma ho sempre visto COinS come “un tipo di” microformato, dunque non come alternativo ad esso. Se poi si intende “microformati”, diciamo così, come un brand (col suo corredo di design patterns), allora è vero, COinS non è della famiglia. Però non essendovi ancora microformati dedicati a informazioni bibliografiche non mi pare *a rigore* una duplicazione…

    Certo, capisco quello che dici: se si sta affermando Microformat perché non adoperare il suo standard? Forse è la mia ottica bibliotecaria (cioè abituata a vedere *normalmente* profluvi di standard, ma molto meno semplici e forse utili di questo) che non mi fa percepire appieno l’inutilità della duplicazione…

    Il fatto che un microformato non sia leggibile “ad occhio umano” non mi sembra un peccato mortale, ma al massimo veniale ;-) In fine dei conti il web semantico nasce perché le macchine si capiscano tra loro e dunque se anche a noi sfugge qualcosa potrebbe non essere troppo importante.

    D’altronde ad un occhio… bibliotecario il “microformato” COinS è parlante nella misura in cui reca nel tag SPAN “Z39.88”, ovvero lo standard dell’openurl, che chi in biblioteca si occupa di risorse elettroniche conosce bene…

    Che ne dici?

  3. Matteo Romanello Says:

    Cara Bonaria, sono d’accordo con te nella maggior parte delle cose che hai scirtto… probabilmente l’occhio con cui ho guardato per la prima volta COins era l’occhio dello sviluppatore più che quello del bibliotecario.

    Trovo i Microformati uno standard così intuitivo, estendibile e semplice che a confronto COins mi è sembrato inutilmente complicato (senza scendere nel dettaglio nell’esaminare il ‘design’ di COins).
    Non vorrei che la complessità di questo standard andasse a discapito della diffusione.

    E’ vero che lo scopo del SW è che si capiscano le macchine, ma le righe di codice per poter inglobare dei dati COins in una pagina web le scrive pur sempre un essere umano (che non sempre è un bibliotecario)… quindi più semplice (e condiviso) è lo standard, più facile è che venga adottato e utlizzato in larga scala.

    In ultima analisi mi sento soltanto di dire che si poteva operare una scelta altrettanto efficace ma più ‘economica’ sotto l’aspetto della complessità, sviluppando un Microformato per codificare i dati bibliotecari un po’ più semplice e forse più facilmente adottabile anche da chi non è bibliotecario…
    Grazie per la possibilità di confronto e per lo scambio d’opinioni. Continuerò a seguire il tuo blog.

  4. bonaria Says:

    Hai ragione, Matteo, viva l’economicità! Il fatto è che ognuno di noi (mi ci metto pure io, se vogliamo) quando ha in mente di creare qualcosa di nuovo, sarà per l’entusiasmo o la voglia di distinguersi, si mette a costruire ex novo standard e strumenti. E, pur essendo una fan del c.d. 2.0, noto che la tendenza in questo periodo si va sempre più accentuando…

    E certo se un domani qualcuno a si mette in testa di dedicare il proprio tempo a creare un microformato bibliografico seguendo i pattern di Microformat ecco lo spreco e la duplicazione… I siti che finora hanno adottato COinS che faranno?

    Peraltro in certi ambiti sembra che quanti più sono i formati disponibili tanto maggiore è la diffidenza ad adottarli e dunque magari la propensione a crearsene uno proprio, l’ennesimo…

    Staremo a vedere l’evoluzione (o l’esplosione) della cosa… Intanto mi fa piacere che tu abbia voglia di continuare a leggermi. Grazie e a presto!

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