La intranet secondo Nielsen

Anche quest’anno il guru dell’usabilità Jakob Nielsen ha pubblicato la consueta relazione sulle migliori intranet del 2006. L’argomento mi ha interessato in passato, quando mi occupavo di web authoring, e ancora, recentemente, per la preparazione di un intervento sull’intranet 2.0 al Convegno I siti web negli archivi e nelle biblioteche.

La intranet è un ambiente complesso e non facile da progettare: l’ideazione e la creazione dello spazio web interno di una istituzione o di un’azienda possono avere punti di contatto con l’ideazione e la creazione del sito pubblico delle stesse, ma l’analisi dell’architettura delle informazioni che si intendono pubblicare sulla piattaforma interna muove da premesse diverse, è volta a soddisfare bisogni diversi e infine tesa a raggiungere target diversi. Insomma, la intranet è portatrice ed espressione di caratteristiche aziendali/istituzionali peculiari rispetto a quelle che si mostrano e comunicano all’utente esterno e pubblico.

Il web 2.0 ha chiaramente influito non poco sulla concezione della intranet. Nell’intervento sopra menzionato, per esempio, indicavo come strumenti per la realizzazione di un’intranet come spazio privato ma condiviso, proprio quegli applicativi che hanno costituito il core del 2.0: blog, folksonomy e wiki.

Nielsen evidenzia come la presenza delle news nelle home page sia stata uno degli elementi che hanno caratterizzato l’approccio editoriale alle intranet nell’anno appena trascorso. Un altro fattore importante è l’uso intensivo del multimedia (intranets are going multimedia), inteso come molteplicità di strumenti informativi e comunicativi (r)accolti all’interno delle piattaforme:

On the simpler end of the scale, “photos of the day” grace many homepages, and beautiful bird photos illustrate many top stories on RSPB’s intranet. On the higher end of the multimedia spectrum, video is proliferating — often for training purposes, but also for executive communications. AEP has its own TV studio for intranet productions, offering both streaming video and live webcasts. National Geographic has webcam feeds that would be the envy of most organizations, including one focused on Alaskan grizzly bears.

L’altro aspetto che si è fortemente imposto all’attenzione degli osservatori dello scenario aziendale internazionale, è un uso personalizzato dei feed:

Many intranets have long offered news feeds, but this year’s winners have taken extra steps to make their news offerings more relevant to employees, both for internal news and for industry-related external news. Labeling and categorization are more extensive than before, and several intranets let users rate and comment on stories.

La strategie formativa e comunicativa è incarnata, inoltre, dall’adozione dei commenti e dei rating, incrementati proprio per favorire l’interattività e la partecipazione degli utenti dell’intranet:

Star ratings and user comments have long been found on public websites — from Amazon.com to weblogs — but they become much more useful on intranets, where they’re not degraded by the Bozo effect. Employees of the same company have shared goals and interests, they have passed the quality filter of getting hired, and they have their reputations to protect. For all these reasons, ratings and comments from colleagues are likely to be much more useful than those of random blog readers.

Seguono infine analisi e valutazioni tecniche (piattafome adoperate, linguaggi di programmazione, tipologie di CMS). Divertente e intrigante il post di Read/Write Web al proposito, e, forse, più ancora i commenti: c’è chi mette in risalto contraddizioni e incongruenze delle teorie sull’usabilità dell’autore del report; ci sono i commenti al vetriolo sulle aziende oggetto di indagine, e considerazioni, per lo più piccate, sulla seriosità un po’ agée di Nielsen

Vale comunque la pena di leggere 10 Best Intranets of 2007 perché restituisce uno studio analitico dell’evoluzione delle intranet, tra adesioni alle tecnologie all’ultimo grido, adozione di CMS più o meno costosi, e stime di quanto valga, in ROI, il miglioramento della web user experience… (e sul ROI in ambito 2.0 vorrei tornare in uno dei prossimi post)

Su Del.icio.us una sitografia minima sull’argomento.

3 Risposte to “La intranet secondo Nielsen”

  1. giacomo Mason Says:

    Credo che Nielsen sia effettivamente rimasto un po’ indietro (e il suo ultimo libro uscito in italiano lo dimostra), ma credo anche che i suoi report siano tra i pochi (oltre a quelli di Steptwo e jane Mc connell) a prendersi la bricga di dare indiaizoni concrete e consigli utili e utilizzabili.

    E non è poco. Possiamo essere d’accordo o meno, ma è un passo avanti rispetto alle ridicole indicazioni strategiche che provengono dall’ambito accademico (e penso per esempio al report del MIP di Milano)

    Ciao

  2. bonaria Says:

    Ciao Giacomo, grazie del tuo commento: sono d’accordo con quello che dici su Nielsen; invece non lo sono con il tuo giudizio sul report del MIP. Ti va di darci qualche motivazione in più? Grazie :-)

  3. giacomo Mason Says:

    Beh, a mio modo di vedere è una cosa molto “da ingegneri” con il pallino delle statistiche. Usano paroloni grossi come “virtual workspace” per parlare di cose molto più prosaiche come le agende o i cercapersone, si concentrano su aspetti a mio modo di vedere marginali, come il rapporto tra la spesa IT e la spesa totale o cose del genere, non indagano a fondo i contenuti, non indagano a fondo i meccanismi collaborativi, non indagano a fondo l’interfaccia e l’arhitettura di navigazione, parlano di “knowledge management” e poi la situazione che descrivono nelle intranet italiane non va in quella direzione, ma non si curano di dirci come dovremmo fare per farcela andare, visto che per loro è una variabile strategica. Dicono di pianificare le cose a 5 anni, quando tutti ormai sono orientati a pianificazini “tattiche”, danno un modello di lavoro scarsamente condivisibile, i casi di studio che presentano non sono sufficientemente chiari e non danno indicazioni precise. Fanno da anni l’osserrvatorio e ogni report sempra uguale a se stesso. Le uniche variazioni che tendono a registrare sono quelle degli investimenti. Non si capisce quale dovrebbe essere il rapproto ottimale tra gli attori in campo e non c’è alcun accenno ad iniziative innovative in ambito 2.0. Vedono la intrante come un grande applicativo e per loro tutto quello che va in questa direzione e sacrosanto e se permetti avrei qualche cosa da dire. Benedicono le integrazioni con le legacy aziendali di cui nin mi frega un accidente. Potrei continuare, queste sono cose che mi vengono di getto.
    :-)

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