Text Outline Project

Il concetto di trust sul web è strettamente connesso a quello di collaborazione. Il 2.0 idealmente si richiama ai principi ispiratori del web: la valorizzazione dell’apporto di tutti come principio etico ma anche pratico, organizzativo. La fiducia nel sapere del web è basata sulla consapevolezza che siamo (potenzialmente) tutti collaboratori, e del fatto che lo siamo perché crediamo nelle possibilità di miglioramento della rete. Questo è uno dei motivi per cui, per esempio, io tengo un blog e cerco di pubblicare notizie di interesse e di utilità per altri utenti.

Non bisogna certo diventare dei Candide, le suggestioni messianico-universalistiche sono spesso pericolose e improduttive, però mi sentirei di condividere le speranze di coloro i quali cercano, nel software, nelle università, nel campo del coyright e così via, di rompere qualche maglia della catena.

Uno dei due inventori di Wikipedia, Larry Sanger, si è lanciato in un progetto scientifico chiamato Textop. Si tratta del tentativo di sistematizzare la conoscenza contenuta in libri, riviste, dizionari ed altre opere di livello accademico per dare vita ad un sistema di informazioni accreditate ed aperte.

“[…] the Text Outline Project or Textop […] it is itself a set of projects, managed by a strong collaboration among a global group of scholars, with the aim of organizing the information contained in books, dictionaries, opinionated essays, and news articles–and perhaps other sources–into a single outline of human knowledge. It will be an open meritocracy. Built by volunteers, the result will be free and noncommercial.”

Consiglio vivamente la lettura del Manifesto di Textop, sempre ad opera di Sanger: una riflessione sulla collaboratività di internet, e sulla metodologia di organizzazione della conoscenza. Ciò a cui il progetto tende è infatti la costruzione di una sorta di tassonomia concettuale per le opere analizzate. Qui un estratto (vedi concetti analoghi richiamati nel Manifesto di Citizendium, ad opera dello stesso Sanger):

“It is widely held that the Internet is about to undergo a revolution made possible by a new kind of collaboration. […]

(1) Strong collaboration is importantly different from traditional collaboration; but it is, or should be, something more than just social software like wikis and open methods like Wikipedia’s. We need to think much more creatively, designing collaborative systems to solve very particular problems elegantly and efficiently.

(2) The strong collaborations that will really make a difference in the future will combine the culture of openness found among the open source/open content crowd with the culture of respect for expertise found among traditional information producers (including academics).”

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