Archive for dicembre 2006

Ajax negli applicativi web-based

17 dicembre 2006

Estetica elegante e massima usabilità: Ajax13 è un esempio di ciò che si può fare con un po’ di fantasia, sano spirito di emulazione e… Ajax; si tratta di un applicativo di produttività simil-Office con il quale poter gestire direttamente online fogli di stile, presentazioni, documenti di testo e anche playlist musicali (attraverso ITunes).

Sarebbe interessante mettere a confronto Ajax13 con i due principali software che offrono tool di operatività simili sul web: Writely, ormai diventato tutt’uno con Google Docs&SpreadsheetsWriteboard. Personalmente adopero molto frequentemente Google Docs&Spreadsheets, ma il suo essere integrato con gli altri applicativi Google (Calendar, Pages, Reader, home page personalizzata etc.) rende ovvio il perché…

Attenzione: per usare Ajax13 è necessario adoperare Firefox 1.5 o superiore e registrarsi. Si ottiene così spazio web fino a 1GB. Ajax13 lavora indipendentemente dal sistema operativo o dalla macchina dalla quale si lancia.

LoC Working Group to discuss future of bibliographic control

15 dicembre 2006

Newly formed group to make recommendations by november 2007 – Advances in search-engine technology, the popularity of the Internet and the influx of electronic information resources have greatly changed the way libraries do their work. To address those changes, the Library of Congress has convened a Working Group on the Future of Bibliographic Control to examine the future of bibliographic description in the 21st century.

Libraries are looking at ways to catalog the avalanche of both print and digital materials that come to them for classification and control, and library managers worldwide recognize the need to examine critically the role of the catalog and its relationship to other methods of finding information. Building on the work and results of the Library’s Bicentennial Conference on Bibliographic Control for the New Millennium (2001), the new group will:

  • Present findings on how bibliographic control and other descriptive practices can effectively support management of and access to library materials in the evolving information and technology environment,
  • Recommend ways in which the library community can collectively move toward achieving this vision, and
  • Advise the Library of Congress on its role and priorities.

More information on the Library of Congress Working Group on the Future of Bibliographic Control are available at a special public Web site, www.loc.gov/bibliographic-future/.

Digital library and search engine for literature and people

13 dicembre 2006

Rexa is a digital library and search engine covering the computer science research literature and the people who create it. Rexa aims to facilitate research progress and collaboration by providing efficient browsing, search, associations and analysis among papers, people, organizations, venues and research communities.

Rexa was developed by the members of the Information Extraction and Synthesis Laboratory at the Department of Computer Science, University of Massachusetts.

The first research paper search engine was MLPapers, created by Andrew Ng in 1997. In 1998 both Cora and CiteSeer introduced larger services, providing browsing and analysis of computer science research literature and citation graphs. Cora was created at JustResearch by Andrew McCallum, Kamal Nigam, Kristie Seymore, Jason Rennie and Huang Chang. CiteSeer was created at NEC Research by Steve Lawrence, Lee Giles and Kurt Bollacker; it is now hosted by Lee Giles at Penn State University.

Google Scholar was launched in 2004, with incredible coverage, including many paid-subscription journals. The primary distinguishing goal of Rexa is to create first-class, cross-referenced objects not only of research papers, but also people, universities, conferences, journals, grants, and research groups—and furthermore to leverage this inter-connected information to better understand and facilitate the progress of scholarly research.

The creation of Rexa was funded by the National Science Foundation. To use Rexa (search, tag, browse etc.) you must first get an account and then log into the portal. Can also take a look at the Rexa Blog.

Tagging the planet

10 dicembre 2006

Uno degli utilizzi più creativi del mash-up riguarda la creazione di mappe geografiche associate a tag, persone, eventi etc. Un esempio molto gradevole è Tagzania, un sito di folksonomy che permette di associare particolari località alle mappe online:

Tagzania tratta di posti e etichette. Una volta registrato e loggato, puoi creare e documentare le tue mappe aggiungendovi posti e punti di riferimento. Quando aggiungi un punto di riferimento, puoi etichettarlo con delle parole chiave. In questo modo con Tagzania puoi non solo creare e conservare le tue mappe, ma anche condividerle con altri utenti.”

Molto utili i feed (ormai immancabili, diciamolo) e il meccanismo che presiede alla costruzione dell’url, intuitivo e facile da ricordare.

Convegno “I siti web negli archivi e nelle biblioteche”: qualche riflessione

4 dicembre 2006

Di rientro dal Convegno di Trieste qualche considerazione di metodo e merito. Innanzitutto l’ottima accoglienza dei colleghi friulani. Massimo Milan, Antonella Passone, Matilde Fontanin e gli altri, ci hanno testimoniato ospitalità e amicizia. Di assoluto rilievo la qualità degli altri interventi e la varietà degli argomenti e infine il buffet fatto in casa a base di piatti austro-ungarici. Insomma: un’ottima occasione per apprendere e condividere esperienze.

Veniamo al mio intervento: come costruire una intranet 2.0 in  biblioteca. A parte una breve introduzione teorica, la riflessione ruotava intorno al meme 2.0 e ad applicativi come wiki, folksonomy e blog, considerati come strumenti per la costruzione di una intranet. Tra gli esempi proposti (e in parte già realizzati in Bicocca): un wiki per la gestione di un gruppo di lavoro interuniversitario; una folksonomy per una sitografia relativa alla implementazione di Sfx e un blog del direttore, come realizzato in una biblioteca statunitense.

Sia durante la pausa di metà giornata che alla fine del Convegno, molti sono stati i colleghi ad avvicinarmi e a chiedermi conto di questo o quel software di cui avevo parlato. Le considerazioni che in genere sono state fatte relativamente alla implementazione del 2.0 in biblioteca riguardavano da un lato la necessità di avere una direzione illuminata che consenta ai bibliotecari di sperimentare ed innovare, e dall’altro la possibilità di poter disporre di tempo per saggiare le nuove tecnologie. Spesso, mi raccontavano i colleghi, non si dispone di una direzione che supporti il cambiamento o comunque consenta di provarlo.

Trovo interessanti entrambe le considerazioni e ringrazio i colleghi che me le hanno sottoposte. Riguardo alla prima, credo nella necessità di avere responsabili aperti al cambiamento e consapevoli della sua importanza. Ed è assolutamente vero che, se nella mia Biblioteca coltiviamo una certa sensibilità verso queste tematiche, è perché abbiamo un Direttore che ci sostiene.

Sulla seconda sono invece in parziale disaccordo: se c’è bisogno di tempo per realizzare un wiki che puntelli, per esempio, la messa in produzione di un nuovo software in biblioteca (contenente documentazione, traccia dei cambiamenti introdotti, chat per un colloquio in presa diretta e informale, bibliografia di riferimento, tutorial etc.), il tempo necessario è pur sempre inferiore a quello che si spenderebbe dovendo gestire tutto il supporto all’utenza (richieste di delucidazioni, domande, guide, FAQ etc.) singolarmente, cioè rispondendo via mail ad ogni utente e dovendo così riproporre decine e decine di volte la stessa dinamica, le stesse risposte, senza che della ripetizione possa giovarsi nessuno, senza che l’accumulo di risposte possa dare luogo a un circolo virtuoso di informazioni fruibili da tutti senza sovrapposizioni.

Quello che voglio dire è che il 2.0 non nasce solo come tentativo di portare tecnologie avanzate in biblioteca, o realizzare un’aspirazione etica alla condivisione e al coinvolgimento degli stakeholder della biblioteca. La library 2.0 nasce da esigenze molto concrete di cambiamento, per poter sfruttare la tecnologia al servizio di maggiori economicità ed efficienza, per poter evitare il lavoro inutile, per perseguire obiettivi di coerenza  ed efficacia.

In altre parole: la library 2.0 non è (solo) un pranzo di gala ;-) ma un’opportunità di cavalcare il cambiamento governandolo, di introdurre nuove modalità con cui guardare all’utente, magari anche di mutare il corso delle decisioni di un management poco (informato e) sensibile. Forse realizzando, anche clandestinamente e partendo dal basso, un progetto efficace e innovativo per la propria biblioteca, anche le alte sfere della gerarchia potrebbero decidere di riconsiderare la propria opposizione al cambiamento…

La relazione è disponibile nella sezione Contributi dello staff bibliotecario a convegni e seminari della pagina Articoli, tesi, relazioni del nostro sito.