Quality assessment per l’informazione online

Sulla scorta di alcuni materiali letti negli ultimi tempi mi piacerebbe avviare una riflessione sulla quality assessment del web, e sulle esperienze che cercano di interpretarla. Paolo Avesani e Diego Sona, che hanno presentato il loro progetto Quiew in Bicocca in occasione del secondo meeting ISKOI, hanno sollecitato l’interesse verso forme di selezione e indicizzazione dell’informazione gestite da software come quello su cui lavorano all’ITC-SRA.

Anche il lavoro di Thomas Mandl, Aquaint, presentato nel paper Implementation and evaluation of a quality-based search engine, mira all’obiettivo di realizzare un software in grado di operare una valutazione dell’informazione online. I formati delle risorse oggetto della selezione sono rappresentati dall’ampio spettro che va dai siti web ai testi in pdf alle slide ai feed RSS etc.

Quiew inoltre si occupa anche di categorizzazione dell’informazione censita, mentre lo scopo di Aquaint è semplicemente quello di procurare, in base al matching di parametri codificati, informazione pertinente in maniera efficace.

Il punto di partenza però è lo stesso: analisi dei meccanismi che presiedono al ranking dei motori di ricerca (link analysis) e delle loro distorsioni (effetto Matthew, Google bombs etc.) e attenzione alla difficoltà di rintracciare termini oggettivi e stabili di valutazione dell’informazione online.

Quiew realizza un meccanismo di apprendimento per cui, a fronte di una selezione effettuata ex-ante dal software, esiste la possibilità, per il catalogatore cui la risorsa online venga sottoposta, di accogliere la segnalazione, e quindi validare la risorsa, oppure rigettarla e quindi respingere con essa i contestuali criteri selettivi del motore.

Aquaint si basa invece su decine e decine di feature individuate come fondanti per una valutazione della qualità dei siti web: una sorta di griglia di Whittaker in azione per l’analisi informativa. L’aspetto che trovo interessante, qui, è l’attenzione alle forme esteriori di un sito: grafica, disposizione dei contenuti, layout, DOM.

Rimando alle due presentazioni per gli approfondimenti del caso, ma rilevo come il ranking qualitativo sia diventato un obiettivo e una sfida ormai presente in molti progetti di recupero dell’informazione così come nella riflessione sul futuro dei motori di ricerca.

3 Risposte to “Quality assessment per l’informazione online”

  1. Avesao Says:

    La valutazione dell’autorita’ di una fonte mediante l’analisi di elementi “esteriori” e’ tema anche di un progetto in corso con una scuola superiore (MeTe, Metodi e percorsi didattici per la ricerca tematica su internet). La questione aperta e’ se sia opportuno investire dal punto di vista pedagogico su alcune euristiche che per la natura fortemente evolutiva di internet sono destinate a diventare obsolete in breve tempo. La stessa questione potrebbe porsi anche a livello tecnologico.

  2. bonaria Says:

    Sono d’accordo con l’individuare nella volatilità delle risorse internet un limite, ma potrebbe trattarsi di un limite talmente immanente da risultare naturale e quindi accettabile. Probabilmente occorre pensare nuovi paradigmi che non facciano più della permanenza un valore assoluto, ma si rimodellino insieme con i mutamenti tecnologici e logici della rete.
    Ho maturato questa riflessione negli ultimi tempi, pensando ad un blog che sto mettendo su per un seminario: strutturarlo come una fonte perenne non si può, né è possibile immaginarlo in evoluzione permanente. Creare uno strumento, dare informazioni, selezionare alcune fonti, lanciare qualche msg in una bottiglia: forse questo potrebbe diventare lo spazio de-limitato per il dispegamento delle potenzialità di strumenti come i blog o i wiki che non devono necessariamente garantire la durata per essere accreditati come valide fonti di informazione.

    Un’altra cosa che mi premeva porre in luce, se vuoi con il tuo aiuto, è la distanza di questi progetti dall’area del web semantico: sono motori che offrono valutazioni qualitative dell’informazione pur partendo da presupposti quantitativi, e questo, considerando il mainstream attuale, mi sembra una scelta epistemologicamente interessante…

  3. Web archiving and assessment tool « The Geek Librarian Says:

    […] [See my post on web archiving and quality assessment tools] […]

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