Library googlers stars in a film

Google, the art of library science – and you.

"Librarians as the featured stars in a movie? We think that's an idea whose time has come. Submit your story or anecdote about an interesting way you've used a Google service or tool to help library users locate the information they're looking for, and there might be a bit part in a digital video movie in your future.

Your story could be about finding a photo of a patron's great aunt in a rare book using Google Book Search. Or showing students how to use News to immerse themselves in current events. Or using Google Earth to give inner-city kids a larger sense of the world and their place in it. Or any other new or novel ways you've employed Google in your work.

We've asked for submissions from librarians across the country, and we'll feature the most engaging stories in a short movie. The movie will premiere at the American Library Association Annual Conference in New Orleans, June 22-28, and will be featured prominently on Google's Librarian Center website."

Purtroppo il concorso è riservato ai soli bibliotecari statunitensi :(
Certo che solo Google, nell'anno del Signore 2006, poteva pensare ai bibliotecari come star di un film! E però questo la dice lunga sulla nostra professione, che non solo non è morta, ma gode di ottima salute e in certi ambienti è probabilmente vista come un precipitato di geekness! (per capirlo basta essere visionari à la Google, appunto…)

3 Risposte to “Library googlers stars in a film”

  1. kagilla Says:

    Ho sempre trovato che gli statunitensi brillino per iniziative e voglia di sperimentare..questa del film è davvero strepitosa! Significa davvero riconoscere l’identità di un ruolo che troppo spesso oggi viene accomunato ad un impiegato di basso profilo (non sempre per colpa solo degli utenti)!

  2. serena sangiorgi Says:

    Replica doppia, alla notizia e al primo commento: non mi sembra mica tanto una notizia strepitosa, quanto “un filino” autocelebrativa di Google, come a dire “i bibliotecari senza di noi non arrivano da nessuna parte”. Ora, che i nostri strumenti di catalogazione siano appena “un filino” obsoleti sara’ anche vero in Italia, meno negli USA stessi, e comunque attualmente Google normale non interroga cataloghi di biblioteca (perche’ non usa Z39.50 e altri protocolli legati ai nostri Opac), quindi sostanzialmente ignora le biblioteche; eccezione segnalata dalla collega Sandra Astrella in questi giorni, e allo studio (?) l’Opac regione sardegna, un Sebina come tanti altri che misteriosamente compare ai primi posti. Usare la stringa “Mezio, Alfredo” + “Scritti d’arte”, e si vede che salta fuori 1 pagina con 8 riferimenti e la Sardegna e’ il 4 riferimento…unico unicissimo opac. Spiegazioni da parte di giovani fenomeni superdotati gradite… grazie,
    il Geco

  3. bonaria Says:

    Beh, secondo me un po’ strepitosa lo è davvero, questa notizia, e non tanto perchè non vi siano strumenti catalografici o di search/retrieve decisamente più sofisticati di Google, quanto per l’idea di coinvolgere i bibliotecari in un’iniziativa cool promozionalmente appetibile (sia per Google che per i librarian medesimi).
    E poi lo sappiamo bene quanto nelle nostre biblioteche gli utenti (e noi stessi!) ricerchino con altri motori (solo) ciò che su Google non hanno trovato o hanno trovato sommerso dal rumore…
    Io dico che in quanto bibliotecari e in quanto italiani, non possiamo essere schizzinosi…
    Molto interessante la segnalazione di Sebina: in effetti Google restituisce un risultato dall’OPAC. Da indagare…

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