Web 2.0 – An attitude, not a technology

Ferve il dibattito sul web 2.0: posto che questo esista veramente e non sia solo una riedizione fantasiosa e accattivante (ma anche, come sostengono i detrattori, un po’ ingenua e spericolata) del web 1.0, davvero riveste l’interesse che tutti sembrano attribuigli?
La frase che il technology evangelist Paul Miller riporta nel suo articolo Web 2.0: Building the New Library (Ariadne, Ottobre 2005) : “Web 2.0 is an attitude, not a technology”, è la stessa che, nella mappa del meme di Tim O’ Reilly troviamo elencata nella *tag cloud* che circonda le core application del web 2.0. Seguendo il meme, notiamo che al cuore della nuova attitudine vi sono:

  • il web come piattaforma
  • l’utente che controlla i suoi dati
  • servizi, invece che pacchetti di software
  • una architettura della partecipazione
  • scalabilità dei costi
  • possibilità di trasfomare e ricomporre i dati
  • una forma di intelligenza collettiva.

Ma come si estrinseca questo contenuto concettuale?
Proviamo ad elencare qualcuno dei servizi che stanno cambiando le nostre modalità di fruizione della rete:

  • blog/feed (RSS, blogroll)
  • nuovi motori di ricerca basati sui tag e sul clustering (Technorati, Kartoo etc.)
  • folksonomy (Del.icio.us, Flickr, CiteULike etc.)
  • piattaforme collaborative (Wiki)
  • authoring tools (Google Page, MyYahoo, NetVibes, Protopage)
  • personalizzazione dei gate (BBC Internet Archive, Google News)
  • accesso aperto (dalle licenze ai contenuti: Creative Commons, GPL etc.)
  • archivi aperti della ricerca (repositories istituzionali e disciplinari, Google Scholar etc.)
  • interoperabilità (uso dell’XML e dei suoi formati, gestione dei digital rights aperta, protocollo OAI-PMH etc.).

Il Web 2.0, insomma, può essere sintetizzato come l’orientamento a rendere l’informazione una piattaforma i cui contenuti siano non solo centrati sull’utente ma anche pienamente modificabili e riconfigurabili.
Ancora secondo Paul Miller su Ariadne: “… (the Web 2.0)

  • permits the building of virtual applications
  • is participative
  • works for the user
  • is modular
  • is about sharing (code, content, ideas)
  • is about communication and facilitating community
  • is about remix
  • is smart
  • opens up the Long Tail …”.

E’ una forma di intelligenza collettiva democratica, evolutiva, positiva. Oppure, per dirla con Ellyssa Kroski di InfoTangle: “Web 2.0 is about sharing and connectivity and participation. It is a user-centered era of the web. We are moving away from expert-dictated, exclusionary models of information organization and toward inclusive, participatory ones”.

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