Ci sono, ci sono! Tra un impegnativo concorso e impegnativi impegni vari, non mi è stato possibile aggiornare il blog nelle ultime due settimane… Spero di riparare postando un paio di aggiornamenti che mi sembrano molto interessanti. Anzi, facciamo tre.
Il primo è che, in seguito a un dibattito sulla mailing list Web4Lib, è venuto fuori che biblioteche con la B come la Biblioteca del Congresso negli USA, adoperano come fonti per i record di autorità (quei record dei cataloghi nei quali si concentrano le informazioni sugli autori, sui titoli e sui soggetti e si segnalano anche le fonti dalle quali le informazioni sono estratte: naturalmente deve trattarsi di fonti quanto più autorevoli possibile!), dicevo, adoperano come fonti per gli authority record siti web come Wikipedia o Internet Movie Database… E questa mi sembra una bella vittoria per tutti quelli che hanno sempre sostenuto almeno il tentativo di Wikipedia e dei suoi autori di porsi come fonte non superficiale e attendibile in un’ottica che potremmo dire falsificazionista ;)
Riporto uno degli esempi citati nel dibattito online, ovvero l’authority record del grande Ingmar Bergman (i non bibliotecari noteranno numeri esoterici – don’t’ worry – trattasi di Unimarc, ovvero del formato per lo scambio di dati adottato dalle biblioteche: ogni campo è rappresentato da un numero e contiene notizie di un certo tipo):
100 1_ |a Bergman, Ingmar, |d 1918-2007
400 1_ |a Bergman, Ernst Ingmar, |d 1918-2007
400 1_ |a Eriksson, Buntel, |d 1918-2007
670 __ |a His Moraliteter … 1948.
670 __ |a Persona, c2000: |b credits (director/writer, Ingmar Bergman)
670 __ |a Internet movie database, Dec. 3, 2001 |b (Ingmar Bergman; birth name: Ernst Ingmar Bergman; b. July 14, 1918 in Uppsala, Sweden; sometimes credited as: Buntel Eriksson; writer director, actor, producer, cinematographer)
670 __ |a Wikipedia, July 30, 2007 |b (Ingmar Bergman; b. Ernst Ingmar Bergman, July 14, 1918, Uppsala, Sweden; d. July 30, 2007, Fårö, Sweden)
670 __ |a New York times online, July 30, 2007 |b (d. July 30, 2007)
Mica male, no?
La seconda novità è il rapporto annuale di OCLC: ah quante meraviglie succedono al di là dell’oceano! Questo è notevole anche perché l’ultimo anno è stato ricco di novità per loro: da sottolineare sicuramente il maxi-finanziamento della meritoria Fondazione Gates, le splendide Worldcat Identitities (ovvero authority record all’americana, ma nel senso buono!), il bel programma sullo sviluppo delle carriere aperto a bibliotecari di nazioni emergenti, il lavoro sull’advocacy e il marketing (certo, non è troppo difficile quando la Fondazione Gates finanzia anche le campagne di branding per le biblioteche! ;) ).
Da notare che OCLC ha avuto entrate per più di 230 milioni di dollari e di questi le spese per R&D sono state più di venti milioni di dollari… Sempre più spesso mi capita di pensare che nel mondo delle biblioteche (ormai dovunque?) l’unione fa la forza: certo, ci vuole autogoverno, quindi organizzazioni di biblioteche per le biblioteche, possibilmente ma non necessariamente non-profit, ma la strada è quella dell’associazione anti-dispersione perché, come ci insegna la politica di questi giorni, la frammentazione giocherà sempre a nostro sfavore…
Ed eccoci al terzo aggiornamento: è stato finalmente pubblicato il rapporto sul futuro del controllo bibliografico (il nome è tutto un programma): potete leggerlo sul sito della Library of Congress. Non ho dato che una scorsa ma promette bene e soprattutto promette bene il dibattito che potrebbe scatenare (che sta, di fatto, scatenando) sull’integrazione auspicata tra le regole dei bibliotecari e quelle del resto del mondo (a cominciare, magari, dal web). A presto!






