E’ passato quasi un mese senza che scrivessi ma spero mi perdonerete non appena leggerete il motivo del silenzio: da oggi è il linea BOA – Bicocca Open Archive, l’archivio aperto dell’Università di Milano-Bicocca! Avendo la fortuna di essere project manager dell’archivio, in quest’ultimo periodo sono stata davvero presa…
Naturalmente se navigherete in BOA nei primi tempi non troverete materiali in quanto devono ancora essere depositati dai docenti e dai ricercatori del nostro Ateneo. Una cosa che spero di poter dire senza rischiare la superbia (anche perché tengo ancora le dita incrociate per un bel po’ ;-) ) è che abbiamo cercato di far nascere l’archivio con… tutti i comfort ;-)
La configurazione dei metadati (Dublin Core qualified) è stato il passaggio architetturale più difficile – ma non hanno scherzato anche la scelta delle collezioni (cioè delle tipologie di documenti), delle comunità (nel nostro caso i dipartimenti – in quanto l’archivio è votato principalmente alla ricerca e non alla didattica), dell’interfaccia utente, mentre il workflow di validazione (e quindi pubblicazione) dei documenti è stato più semplice da gestire, in quanto, dopo l’auto-archiviazione da parte dei docenti dovrebbe in genere esservi un solo passaggio di validazione da parte dei bibliotecari.
BOA è realizzato su DSpace, software open source per la gestione degli archivi aperti realizzato da MIT e Hewlett Packard, e fa parte di Surplus, una piattaforma per la gestione dei progetti di ricerca di Bicocca (ne costituisce per l’appunto il modulo dedicato all’archiviazione e alla preservazione della produzione scientifica – frutto dei progetti di ricerca e non) davvero innovativa: numerose sono state le funzionalità che sono state attivate per esempio per permettere
- l’accesso a BOA (e a Surplus) attraverso l’autenticazione sull’LDAP di Ateneo tramite protocollo CAS
- l’attivazione attraverso web service di un flusso di dati che vada dall’archivio aperto al sito docente del Cineca (un sito ministeriale nel quale i docenti devono archiviare la bibliografia delle proprie pubblicazioni), così come dall’archivio ad altri recipient interessati a ricevere informazioni aggiornate sulle pubblicazioni (sito web di Ateneo, repertori, relazioni annuali etc.)
- lo scambio di dati e l’allineamento con database come quello delle anagrafiche dell’Università dalle quali vengono presi i dati per profilare automaticamente gli utenti (cioè i docenti e ricercatori) e quindi assegnare loro la corretta struttura di afferenza, il ruolo (direttore di dipartimento, presidente di comitato d’area …) etc., ma anche lo scambio di dati e l’allineamento con il sistema di gestione contabile generale dell’Ateneo (naturalmente ognuno di questi sistemi ha una sua architettura e sue specifiche, quindi la creazione di canali di comunicazione tra essi - che infatti si realizza qui per la prima volta – è stata un procedimento affatto indolore, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello tecnico-informatico!)
- il pre-caricamento in BOA di migliaia di record per agevolare l’inserimento delle pubblicazioni da parte dei docenti ed evitare un processo di creazione totalmente ex novo
- l’integrazione con Sfx, il software in uso presso la Biblioteca per la gestione delle risorse elettroniche, in modo che, anche se a un record non viene associato il relativo full-text (cioè il testo pieno della pubblicazione), attraverso un semplice clic sul pulsante Sfx, l’utente di Bicocca (docenti, personale ma anche studenti!) possa accedere al menu offerto dal programma, che, tra i vari servizi (ricerca nei cataloghi, Impact Factor etc.), può proporre anche l’accesso proprio al full-text o, in caso la Biblioteca non avesse sottoscritto un abbonamento per la risorsa sulla quale è stato pubblicato il documento, può proporre direttamente la richiesta di Document Delivery (fotocopie della pubblicazione) attraverso un comodo form web pre-compilato.
Stiamo ancora lavorando su alcune feature come il flusso inverso, per esempio, che porti i dati dal sito dei docenti sul Cineca e da altre basi dati dentro l’archivio aperto e su “aggiustamenti” che permettano una gestione più fluida dei propri record da parte dei docenti (in questo senso daremo per esempio la possibilità ai docenti stessi di gestire il versioning dei record, quindi di aggiornare le registrazioni con nuovi dati) o la gestione dell’embargo (la possibilità di non far apparire subito pubblicamente il file depositato in archivio), le statistiche per singolo item e la possibilità di esportare bibliografie, oltre al fatto che alcuni moduli di Surplus, come quello importantissimo di Business Intelligence (che produrrà reportistica anche per BOA) non sono stati ancora attivati (ma lo saranno). E sicuramente molti altre modifiche interverranno prossimamente per adattare BOA ai suoi utilizzatori…
Da alcuni incontri tenuti in questi giorni sembra esservi intorno all’archivio molto interesse: speriamo davvero che i nostri sforzi possano essere ripagati da un uso intensivo di BOA, speriamo che tutto vada per il meglio, speriamo che siano depositati molti file, oltre al fatto che speriamo che siano creati molti record e, insomma, per il momento, scaramanticamente, speriamo e basta (oltre a lavorare duro perché TUTTO vada bene, ovvio) :)
24 Giugno 2008 alle 9:52 pm
Hola Bonaria,
ma e’ stupendo :)
Sono curioso davvero di capirne i retroscena e lo sforzo non credo piccolo per allestire il tutto….
Gran lavoro comunque, complimentoni .)
25 Giugno 2008 alle 10:45 am
Il progetto è avvincente e deve aver richiesto uno sforzo enorme… davvero complimenti!
Ho anche avuto modo di constatare le resistenze dei docenti più “conservatori” durante la presentazione… dev’essere uno stress aggiuntivo non indifferente… tieni duro e porta pazienza! :)
ps: Il nostro “recipient” sarebbe il primo a doversi “riempire” con le nuove informazioni, ma come sempre le trame politiche e le follie amministrative frantumano ogni buon senso. Chissà. :\
In bocca al lupo anyway!
25 Giugno 2008 alle 8:33 pm
Cari Matteo e Marco, grazie infinite per il sostegno! Ne ho davvero bisogno – per le resistenze, di cui parlava Marco (che per inciso è un mio collega, come forse si è capito) e soprattutto – almeno in questo momento – perché vi sono stati in questi giorni dei problemi tecnici dovuti a malfunzionamenti di alcune procedure che ci hanno dato parecchi grattacapi…
Cmq credo anch’io sia un progetto degno e importante – qualcosa per cui vale la pena affrontare conservatorismi, scetticismi e benaltrismi (“ben altre sono le cose di cui abbiamo bisogno… “)
Speriamo davvero che, con la dovuta in-formazione, su cui dovremo continuare a lavorare molto, e con l’attivazione di ulteriori funzionalità che convincano della bontà dell’iniziativa (soprattutto della bontà dell’interoperabilità!), si possano conquistare anche gli utenti più perplessi.
Devo dire che in questi giorni siamo stati sommersi di submission (record) e alcuni docenti hanno anche pubblicato il file dei documenti – questo sarà anche molto importante: puntare all’aggregazione di contenuti, oltre che di record, per far sì che BOA diventi davvero un repository di conoscenze da condividere in libertà.
@Marco: speriamo davvero che si riesca a riempire anche il nostro grande Recipient – sarebbe una bella vittoria!
Grazie ancora e crepi il lupo!
25 Giugno 2008 alle 9:09 pm
Sapevo che avresti brillantemente superato l’ostacolo (gli ostacoli….vabbé tutto il concorso…non oso immaginare le difficoltà di un progetto del genere).
Non ti preoccupare (troppo) di malfunzionamenti e problemi tecnici: prima dell’entrata a regime sono inevitabili.
26 Giugno 2008 alle 4:44 pm
Finalmente! Sai che avevo sollecitato nuovi post, ma poi ho dato un’occhiata veloce a BOA…e beh, capisco perchè ultimamente hai latitato! Un lavoro immane, comunque. BRAVA BRAVA BRAVA! Non soffermarti troppo sui benaltrismi e delle critiche cogli solo l’aspetto costruttivo, visto che è quello che serve per crescere e migliorare. E visto che ormai sono del settore…ma una conferenza stampa o comunque qualche passaggio sui giornali per pubblicizzare questa novità sono stati fatti? Buon pomeriggio!
26 Giugno 2008 alle 9:38 pm
Ciao Federico e Kagy! Troppo buoni e grazie per gli incoraggiamenti :)
“Malfunzionamenti e problemi tecnici sono inevitabili” – sì, prendiamola con filosofia, pare proprio che non si riesca a creare qualcosa di perfetto! (ma io continuerò a provarci ;) )
Le critiche servono (quasi) sempre, sono d’accordo e davvero dalla maggior parte di quelle che ci sono arrivate c’è stato da imparare, dunque benissimo così.
Marketing su giornali e web li faremo sicuramente: per ora aspettiamo che si risolvano tutti i problemi e che l’archivio si riempia adeguatamente. Insomma, vogliamo stabilizzarci per poi cominciare il battage :)
Grazie ancora a entrambi per la partecipazione, apprezzo moltissimo!
[approfitto per dire che com'è ovvio non ho fatto tutto da sola: Maria Grazia, che coordina il progetto Surplus, è stata spettacolare, e così Chiara, grande macina-record, e il nostro boss, MdG, con il suo sostegno (anche pubblico, il che conta molto)]
2 Luglio 2008 alle 9:47 pm
¡Brava Bonaria, veramente brava! da più di un anno siamo immersi nel cambiamento de ILS de la Biblioteca Nazionale, sapiamo un po cosa siano i “Malfunzionamenti e problemi tecnici [che ] sono inevitabili”, e anche de “Ho anche avuto modo di constatare le resistenze dei docenti (o non docenti) più “conservatori”, come segnala Marco .
Ma il`tuo progetto é veramente importante, un open access repository per gestire la informazione di investigazione della università, e ne sarà ogni volta più imprescindibile per tutti, inclusi i più conservatori.
Certo che questo e sempre il frutto del lavoro di un magnifico equipo (come il nostro), felicita anche a essi.
Racconterò a tutti il tuo progetto in Spagna. Saluti
2 Luglio 2008 alle 9:59 pm
Oh Marina, mi sei mancata! Grazie delle tue parole e del marketing che farai al nostro archivio in Spagna :)
Anch’io credo che sia troppo importante questo progetto e so anche che è giusto tenere nel massimo conto tutte le critiche e le obiezioni per cercare di migliorarsi sempre, così come credo che sia fondamentale andare avanti e perseguire il proprio obiettivo con tenacia e determinazione.
Mi piacerebbe sapere che situazione esiste in Spagna relativamente agli open archive.
In bocca al lupo per il vostro ILS e tenete duro :)
Sono felice di salutarti avendo appena appreso che è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt! Questa è una grande notizia!
11 Luglio 2008 alle 2:12 pm
Complimenti per il lavoro fatto!!
Volevo chiederti se prima di scegliere Dspace avete valutato anche altri prodotti come Eprints, e per quali motivi non avete scelto per esempio quest’ultimo.
ciao
Francesco
13 Luglio 2008 alle 10:44 am
Complimenti Bonaria, il progetto è davvero bello e sono contento che sia stato sviluppato proprio in Bicocca. Ancora complimenti, e naturalmente menzionerò BOA nel breve saggio che sto preparando per Serena :D
A presto
15 Luglio 2008 alle 1:16 am
[...] recentissimo progetto BOA – Bicocca Open Archive. Ne sono venuto a conoscenza proprio attraverso il blog di Bonaria, che di BOA è project manager. Riassumendone brevemente le caratteristiche principali, [...]
16 Luglio 2008 alle 3:25 pm
[...] Dal punto di vista del file config.xml è molto semplice si tratta dei soliti elementi indicati per gli altri cataloghi più l’attributo obbligatorio jsimplurl ovvero l’url dove prendere il file js relativo al catalogo personalizzato, nel caso della Bibliobar è stato definito come catalogo personalizzato BOA – Bicocca Open Access (il nuovo repository dell’Università Bicocca presentato recentemente da Bonaria Biancu in The geek librarian). [...]
26 Agosto 2008 alle 1:38 pm
Ciao Francesco, scusami molto per il ritardo! Non abbiamo fatto una vera e propria valutazione analitica degli altri prodotti – benché non si può dire che fossimo completamente all’oscuro delle loro funzionalità. Tra l’esperienza degli ultimi anni e l’aiuto dei colleghi di altre università che già lavorano su altre piattaforme, un’idea di massima l’avevamo.
L’elemento che però ci ha fatto propendere per DSpace è stato il fatto che questo sw viene utilizzato nella piattaforma di Sur+ come modulo per la gestione degli archivi. Dal momento che per noi l’archivio aperto si configura come una parte dell’intero progetto Sur+, è stata quasi una scelta obbligata.
Il fatto che si tratti di un sw open source, che sia molto usato nel mondo (credo il più adoperato insieme ad e-Prints) e che quindi vanti una community di sviluppatori molto ampia, che Cilea (che si occupa per noi della parte sistemistica) abbia acquisito una certa esperienza nella gestione di archivi su DSpace per diverse università e centri di ricerca e che obiettivamente sia un sw funzionale e intuitivo sono altri fattori che hanno reso la “scelta obbligata” cmq la migliore possibile per noi :-)