La Library of Congress di nuovo al centro dell’attenzione della community 2.0: questa volta l’evento è davvero incredibile. Si tratta di un accordo stretto dalla più rinomata biblioteca del mondo e dal più famoso sito di social tagging dedicato alle immagini: Flickr. Tutti i dettagli sul blog della biblioteca.
La Library of Congress non è nuova a incursioni nell’universo 2.0 ma questa volta cercava nuove modalità di disseminare informazioni e accrescere il numero di visite alle proprie collezioni, nonché, volendo, di arricchire i record delle immagini digitalizzate di metadati formali e semantici. Qui però la motivazione utilitaristica è solo laterale in quanto la biblioteca non voleva solo che le sue immagini fossero descritte, ma l’obiettivo era che la catalogazione venisse fatta dagli utenti e che dunque i tag fossero user generated (i grassetti di tutte le citazioni sono miei):
If all goes according to plan, the project will help address at least two major challenges: how to ensure better and better access to our collections, and how to ensure that we have the best possible information about those collections for the benefit of researchers and posterity. In many senses, we are looking to enhance our metadata (one of those Web 2.0 buzzwords that 90 percent of our readers could probably explain better than me).
Il progetto, dicono alla Library of Congress, nasce modestamente, ovvero con la pubblicazione di sole 3.000 immagini, ma se l’esperimento funziona, si amplierà. Ecco un esempio di applicazione di principi 2.0 sano, che le biblioteche dovrebbero prendere a modello; il Web 2.0 non si dovrebbe abbracciare per mero spirito collettivistico:
We want people to tag, comment and make notes on the images, just like any other Flickr photo, which will benefit not only the community but also the collections themselves. For instance, many photos are missing key caption information such as where the photo was taken and who is pictured. If such information is collected via Flickr members, it can potentially enhance the quality of the bibliographic records for the images.
Le foto su Flickr mi hanno emozionato: non che siano tutte spettacolari ma vedere il patrimonio di una biblioteca così importante e rinomata finire tra le mie modestissime immagini e quelle dei miei contatti mi ha dato un senso insieme di democrazia e reale possibilità di accesso alle e riuso delle informazioni.
Il progetto congiunto Flickr-LoC ha peraltro contribuito al rilascio di The Commons, Your opportunity to contribute to describing the world’s public photo collections, (sempre a proposito di apertura dei dati…) che consente agli utenti di contribuire alla descrizione (attraverso i tag) delle collezioni di biblioteche, musei, istituzioni culturali, e che nasce con due finalità:
to increase exposure to the amazing content currently held in the public collections of civic institutions around the world, and secondly, to facilitate the collection of general knowledge about these collections, with the hope that this information can feed back into the catalogues, making them richer and easier to search.
Allora, come da sollecitazione dei bibliotecari americani, adesso via al tagging!
Tag: library of congress, flickr, photo sharing, images, pictures, the commons
19 Gennaio 2008 alle 6:43 pm
Dunque ho fatto bene a comprarmi un account Pro di Flickr! Ho pensato che il mondo non potesse fare a meno delle mie foto con licenza Creative Commons! ;-)))
Comunque sì, le foto della LoC sono emozionanti, quelle degli anni ‘30-’40 a colori ad esempio. Interessante anche lo stile del tagging ricco come il “social” tagging e preciso come il “librarian”!
20 Gennaio 2008 alle 4:02 pm
Ciao, non avevo visto il tuo post e anche io ho segnalato la cosa sul mio blog: mi pare un progetto interessante.
C’è anche questa storia della nuova licenza che andrebbe approfondita; credo di tornarci nei prossimi giorni.
20 Gennaio 2008 alle 7:33 pm
[...] The Geek Librarian (information technology + semantic web + folksonomy + open access) * LIS « La Library of Congress su Flickr [...]
20 Gennaio 2008 alle 7:54 pm
@Virginia: Hai fatto benissimo! Anch’io ne ho uno (avevo superato dopo pochissimo tempo i limiti dell’account free :-( ). La libertà ma anche la coerenza che offre questo sito secondo me è insuperabile… Poi ora dà anche, grazie ad un accordo con Picnik, la possibilità di editare (e con quale editing!) le foto on the fly!
Io sono fiduciosa che il social tagging possa rappresentare un mezzo per ordinare informazioni che altrimenti (sono troppe! e spesso anche difficilmente reperibili) rimarrebbero in-organizzate e dunque sostanzialmente irreperibili.
Certo, se l’alternativa è tra Unimarc (o MarcXml o Mods o qlcs del genere) e social tagging credo che nessuno avrebbe dubbi. Ma se l’alternativa è: social tagging o niente, beh, meglio, molto meglio social tagging! ;-)
[BTW questa sarebbe una replica di fondo che avrei voluto muovere all'ottimo articolo di M. Santoro sulle folksonomy pubblicato su Bibliotime. Purtroppo finora me n'è mancato il tempo ma spero di poterlo fare prima o poi!]
@Andrea: Sì, la licenza è uno degli aspetti, insieme a quello utilitaristico della categorizzazione semantica, cui secondo me andrebbe prestata più attenzione…
E per il raddoppio dei post… meglio abbondare :-) Ciao!