Fantastico Seminario, quello di CNBA sulla library 2.0: di assoluto livello (scusate il conflitto di interessi ;-) e soprattutto originalmente (nel senso di d.o.c.) L2! Negli ultimi tempi vedo affastellarsi parecchie iniziative che sotto l’etichetta library 2.0 nascondono (in buona fede o per superficialità) iniziative di altro stampo, magari anche interessanti, ma che sono altro dalla L2! In quello che più che un seminario sembrava un barcamp, invece, si è finalmente concretizzato il mio desiderio di sentir parlare soprattutto delle tecnologie (in senso lato, ovvio) che fanno di una biblioteca una library 2.0.
L’intervento di apertura è stato affidato a Federico Meschini che ha proposto nella relazione dal titolo Biblioteca 2.0: verso un information network partecipato una inquadratura generale del tema, fornendo un impianto concettuale e tecnologico utile anche per i non addetti ai lavori. A seguire Nicola Benvenuti, che ha trattato di social tagging, in una cornice epistemologica di riflessione sulla classificazione e i suoi principi teorici e Pierre Piccotti con l’illustrazione di Archinet: feed RSS relativi agli spogli delle basi di dati di architettura.
Jules Piccotti è stato una delle due rivelazioni della giornata: degli altri relatori conoscevo la statura e la storia professionale, ma non potevo immaginare che Jules fosse il web manager all’origine di Zooppa, ovvero il progetto italiano più innovativo del momento e tra quelli più all’avanguardia a livello internazionale! Vi consiglio caldamente una visita sul sito: anticipo solo che tratta di campagne pubblicitarie dal basso, girate da utenti e remunerate dagli sponsor.
L’intervento di Jules verteva sui principi del web 2.0: modelli di programmazione, framework e esempi pratici (tra i quali lo stesso Zuppa). Devo dire che in convegni come questi è assolutamente imprescindibile dare un’idea delle tecnologie alla base dei concetti di cui si parla ma spesso si ignora questo aspetto ritenendolo troppo tecnico (io detesto quando si dice di qualcosa che è troppo tecnica – ma che vuol dire??), così che alla fine non si ha mai un’idea di come siano possibili certe amabili diavolerie…
Maria Leonardi ha introdotto il suo intervento facendo la storia dei blog e ripercorrendo la nascita e gli sviluppi di Rainbow, il blog dell’Associazione CNBA. Poi c’è stato il mio intervento Aggregare informazioni sul web: esperienze a confronto (a breve il titolo sarà linkabile) intorno ai mashup di ambito LIS e alle tecnologie che sottendono, e infine, a chiusura dei lavori, la grande Karen Coyle, ovvero la seconda rivelazione della giornata.
Non che non conoscessi le esperienze e i percorsi di Karen, ma è stato fantastico ascoltare un pezzo di storia della catalogazione (e il bello è che si trattava di un pezzo di storia a venire, non di storia già-stata) per bocca di uno dei suoi protagonisti. La grande svolta (ad essere sincera a me pare proprio una rivoluzione) consiste nel cambio di rotta che gli studiosi incaricati di redigere le nuove regole di catalogazione RDA (vedi l’ottimo articolo su D-Lib in proposito) hanno operato, grazie soprattutto alle pressioni di Karen e Diane Hillmann (vedi alla voce Dublin Core).
Da una concezione del nuovo standard catalografico statico, codificato, chiuso e impermeabile alle tecnologie, si è passati ad uno standard costruito su RDF, ovvero XML per il web semantico, ovvero ancora un linguaggio che permette alle regole di essere modificate, aggiornate in tempo reale e infine integrate con altri schemi! E solo questa interpretazione può davvero creare i presupposti perché le nuove regole, che integreranno anche FRBR, possano davvero segnare una novità in fatto di principi catalografici e non riproporre il vecchio che avanza (i.e. la catalogazione formato-scheda, come da slide di Karen).
Questo è un classico esempio di come il mezzo, lo strumento, determini in certi casi l’identità di un processo: l’esempio riportato da Karen è chiaro. Pensate a quanto in fretta evolvono i supporti informatici come i Cd o le chiavette Usb: nessuno standard cartaceo e chiuso è in grado di assorbire in tempo reale tutti i cambiamenti che avvengono nel mondo – e soprattutto nel mondo tecnologico.
Con RDF basterà aggiungere un campo, definirlo, dichiarare le sue proprietà, e il gioco sarà fatto: non occorrerà più aspettare anni ovvero altre edizioni delle regole che si adeguino alla modifica ma questa sarà disponibile e integrabile in tempo reale. Non solo: si potranno creare reti di relazioni e rimandi tra i vari schemi che oggi sono (a parte le mappature) ancora abbastanza estrinseci gli uni agli altri (uno su tutti: il Dublin Core e i suoi profili). Infine i record catalografici compilati in RDF saranno finalmente visibili dai motori di ricerca e non più confinati nel deep web! Potete capire meglio guardando gli esempi sulle pagine di Karen. E tutto questo è stato deciso solo tre settimane fa in un meeting londinese! Un resoconto delle RDA che diventano RDA 2.0 lo dà la stessa Karen nel suo blog, insieme con un’intervista a Diane Hillmann.
Insomma, davvero venerdì c’è stato da imparare! E non c’è cosa più bella che tornare da un convegno con tante idee in testa, tanti link da visitare, tanti spunti da seguire. A conclusione mi corre l’obbligo (piacevolissimo e grato :-) di salutare Sandra Astrella e i tanti gentili colleghi presenti, e di menzionare l’organizzazione perfetta di Serena, che, in omaggio alle sue scorrerie in terra di The Geek Librarian nonché in ossequio alla sua più intima natura che come ho sempre sostenuto è molto geek, indossava una felpa con un bel gecko di strass appuntato sul petto ;-).
23 Maggio 2007 alle 8:52 pm
Gli interventi sono stati depositati su SlideShare mentre su Flickr potete vedere le foto!
6 Settembre 2008 alle 9:50 pm
[...] al convegno CNBA 2007 “Library 2.0 intorno e oltre l’architettura” (qui il mio post sull’argomento) e in esso sarà presente un mio articolo sui [...]