3 Risposte a “Mashup, openurl e microformati”

  1. Mashup, openurl e microformati Dice:

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  2. Luisanna Fiorini Dice:

    Ritengo che la realizzazione del web semantico sia una responsabilita’ di tipo sociale e condivisa, generata da strumenti idonei ma anche dall’abitudine di creare documenti “significanti”. con informazioni embedded e anche meta.
    Questo consentirà la generazione di metafeed che consentiranno ad ogni utente la creazione di una propria home con informazione “pertinente”, anzi, cone dice derrick de kerckhove, Ipertinente, ovvero dove la pertinenza non è nel ricevere l’informazione desiderata ma nella capacità di creare una ricerca giusta attraverso la domanda.
    Vedo due ordini di problemi: uno riguarda l’orientamento alla rete sociale che implica l’apertura, la condivisione paritetica, l’accetazione. Un cambiamento di pelle nei siti istituzionali (per questo plaudo all’iniziativa del comuni di Torino per la sperimentazione del motore tagging per la tassonomia dal basso).
    Secondo problema per me piu’ scottante: noi ne parliamo qui, molti altri stanno affrontando la problematica. Vero.
    E la scuola?
    Il sistema di istruzione sta preparando i giovani alla gestione di questa complessità?
    Come arriveranno alla consapevolezza?
    Forse, anzi senza forse, attraverso l’apprendimento informale che la rete veicola.

    Una richiesta, Bonaria: potresti scrivere un intervento per “non addetti ai lavori” sui mashup per creare significato? Vorrei proporre la riflessione nellacomunità di scuola3d, dove comunque metto in evidenza il tuo intervento di Firenze.

  3. I Mashup nelle biblioteche « Bibliostoria Dice:

    [...] http://bonariabiancu.wordpress.com/2007/03/31/mashup-openurl-e-microformati/#comments Scarica la relazione di Bonaria Biancu: http://www.aidaweb.it/2007/Biancu.pdf Umlaut: http://umlaut.library.gatech.edu/umlaut [...]

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